PIERO MIOLLA
Da
oggi sono a rischio gli stipendi dei dipendenti delle aziende del trasporto
pubblico locale in Basilicata? Sembrerebbe di sì, tenuto conto che la Regione Basilicata non
ha ancora provveduto a versare nella casse del Cotrab (Consorzio Trasporti
Aziende Basilicata), i fondi necessari per il sostentamento pubblico delle
autolinee lucane: fondi che, girati al Cotrab, verrebbero poi accreditati alle
due Province e, da queste, alle singole aziende che operano nel settore nella
nostra regione. Il rischio è concreto, dunque, anche se, non più tardi di
giovedì, via Anzio ha incontrato i rappresentanti del settore per programmare
un piano di emergenza che possa in qualche modo evitare il corto circuito
finanziario che, quasi come un effetto domino, potrebbe portare alla paralisi
del Tpl. Non va dimenticato, infatti, che circa un mese fa gli autisti delle
autolinee Liscio incrociarono le braccia per più di qualche giorno, proprio per
protestare contro il mancato pagamento di tre mensilità di stipendio, figlio
del mancato pagamento, da parte della Regione Basilicata, delle somme spettanti
al Cotrab. Se quella vertenza, come si ricorderà, è stata risolta (almeno
parzialmente) attraverso l’impegno di via Anzio al pagamento di parte dei fondi
dovuti e al contestuale “sacrificio” dell’azienda, che evidentemente ottenne
nuove linee di credito bancarie per poter corrispondere gli stipendi, ora il
pericolo si ripropone ma rischia di essere più generale, non limitato, cioè, ad
una sola azienda operante nel settore. In realtà, nei corridoi di via Anzio c’è
ottimismo e si è certi che il blackout non si verificherà. “Premesso che – ha
dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Nicola
Benedetto – fino a quando la Regione non approva l’assestamento di bilancio non
potrà provvedere a corrispondere i fondi destinati alle azienda del Cotrab, io
credo che non ci sia alcun rischio immediato per i dipendenti del Consorzio.
Giovedì si è tenuto un tavolo tra le parti interessate nel corso del quale è
stato assunto da noi l’impegno a reperire risorse sufficienti da corrispondere
subito al settore, fatti salvi i tempi burocratici, sì da assicurare ossigeno
al Tpl. E’ chiaro che difficilmente queste somme saranno già disponibili
quest’oggi, ma, ripeto, l’impegno e l’obiettivo sono quelli di renderle
fruibili a strettissimo giro di posta”. La vera novità annunciata da Benedetto,
però, è questa: “Domani ci sarà un nuovo tavolo tecnico tra Regione e
rappresentanti delle aziende interessate, al quale parteciperà il direttore generale
della presidenza della Giunta, Vito Marsico. L’obiettivo sarà quello di trovare
una soluzione. Per questo sono certo che non ci saranno nell’immediato
conseguenze di alcun genere come scioperi o proteste varie. Il tavolo c’è ed è
aperto, dunque, e anche se non riuscirà a trovare la soluzione definitiva, di
sicuro porterà ad assumere iniziative concrete per dare un po’ di respiro al
settore”. Insomma, a sentire l’assessore sarebbero in arrivo fondi che, pur non
risolvendo il problema, lo potrebbero senz’altro alleviare. Benedetto, in ogni
caso, ha pronta una soluzione: “Abbiamo chiesto una rimodulazione degli Fsc
europei destinati alla Basilicata: nella finanziaria è stata inserita una norma
grazie alla quale potremmo essere autorizzati ad ottenere un anticipo di questi
fondi, pari a 110 milioni, al fine di destinarli al Tpl. Sul tema ho un
incontro a Roma mercoledì, nella sede del ministero, proprio per discutere di
questa soluzione. In ogni caso – ha concluso Benedetto – la situazione è in
divenire e mi sento di tranquillizzare tutti: non c’è nulla di particolarmente
preoccupante”. Va infine ricordato che sono 32 le aziende che gestiscono il Tpl
in Basilicata, per le quali la “torta” è di circa 48 milioni di euro: per ogni
chilometro percorso spettano più o meno 1,80 euro, mentre i chilometri percorsi
sono circa 27 milioni.

Commenta l'articolo