Libertas Montescaglioso attesa alla prova del nove in casa della capolista Tursi: i biancazzurri di mister Francesco D’Adamo, dopo cinque successi consecutivi, sono attesi dal big match dopo aver sbrigato le pratiche Castelsaraceno, Bernalda, Episcopia, Città Dei Sassi Matera e Montalbano con una certa disinvoltura. Fu vera gloria? A Tursi l’ardua sentenza.

Perché il Tursi capolista imbattuta sarà decisamente il banco di prova per misurare le rinnovate ambizioni biancazzurre. Non si può disconoscere l’elevatissimo spessore tecnico dei giallorossi e di chi li guida dalla panchina, non a caso la squadra tursitana si sta avvicinando con meriti a vele spiegate verso la promozione. Ma è altrettanto vero che contro le grandi, o presunte tali, la Polisportiva quest’anno non è mai andata in affanno, anzi…

Specialmente se si voglia osservare il girone di andata con partite dominate e poi perse. Insomma con tutte le contraddizioni che ha caratterizzato il cammino dei biancazzurri fino a un mese fa, quando i montesi sanno che il gioco si fa duro, paradossalmente cominciano a giocare. Insomma, la partita non è scontata essendo aperta a qualsiasi risultato, dal momento che la truppa di Chisena pur costruita senza tralasciare alcun dettaglio, presenta qualche punto debole, nonostante un cammino perfetto. D’altronde, anche i giallorossi dovranno opporsi alle folate di Cifarelli e Ciraci, tornato in splendida forma ed ispiratore delle occasioni da gol nei recenti appuntamenti e con i bomber Bubbico ed Ingordino pronti ad approfittare dei palloni dalle retrovie senza tralasciare gli assist di Mangia mentre i ragazzi della città dell’Abbazia devono guardarsi dagli attaccanti avversari, un parco di primissimo spessore, impreziosito dal capocannoniere del Torneo Mastromarino

D’Adamo, cercherà di recuperare Tafuno, reduce da un infortunio dopo pochi minuti col Montalbano e sarà privo anche di Mossuti, ma recupererà Cifarelli ed è intenzionato a confermare la squadra che ha battuto il Montalbano, con i giovanissimi Eletto e Mazzoccoli.

Raffaele Capobianco

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