Palazzo Ammicc’ è uno degli immobili storici di Bernalda. Ubicato nel centro storico della cittadina jonica,  è tra le più affascinanti architetture dell’urbanistica medievale locale. Attorno alla struttura, tuttora abitata, aleggiano leggende, dicerie, tradizioni ed eventi. Che hanno come protagonisti zingari, fanciulle rapite, vicende di sangue, legate a faide amorose. Si parla anche di tesori misteriori, nascosti tra le mura dell’antico palazzo, detto in vernacolo Ammicc’, perché era stato di proprietà di una certa Lalla Ammicca. Un sito, quindi, tutto da valorizzare, anche dal punto di vista turistico. L’amministrazione comunale, di concerto con la Scuola primaria, ha progettato eventi narrativi e scenografici in costume, per i turisti che affollano Bernalda durante il periodo estivo. “Una sorta di sogno ad occhi aperti – sottolineano gli ideatori – per risvegliare la pigrizia della memoria storica, capace di valorizzzare al meglio un contenitore ricco di contenuti inespressi. E’nato così uno spettacolo itinerante, coordinato dall’insegnante Emanuela Matera, esperta di tradizioni popolari,  che porta in scena la lettura animata delle leggende di Palazzo Ammicc’, reinterpretate e adattate per la fruizione di adulti e ragazzi. Protagonisti la leggenda della bella bambina rapita dagli zingari e la vicenda legata alla passione luttuosa dell’archiatra pontificio bernaldese Matteo Parisi, che, nel tentativo di uccidere il patrigno spagnolo della sua amata Beatrice, colpì a morte, inavvertitamente, proprio la bella ragazza affacciata al balcone.

E così, grazie all’evento <<Palazzo Ammicc’ tutta un’altra storia>>, decine di figuranti in costume medievale, menestrelli, arcieri che si contendono il palio e musici, narrano vicende ormai entrate nell’immaginario collettivo. Corredate dall’offerta di gustoso cibo locale. Come sottolineano gli amministratori bernaldesi, “l’iniziativa promuove il territorio, attraverso una modalità dinamica e coinvolgente, scoprendo e narrando racconti, appartenenti alle tradizioni orale e scritta. Alla scoperta di luoghi incantati, che evocano fatti e atmosfere medievali o della storia moderna”. Palazzo Ammicc’, dunque, è una storia che si fa leggenda, trasformando il ricordo in memoria perenne. “Gli angoli della città bianca bernaldese – osserva Emanuela Matera – si animano di contenuti, ma soprattutto di suoni, colori, danze, emozioni e scenografie. Tra viottoli carichi di suggestione e palazzi signorili, a volte scalfiti dal trascorrere del tempo”.

Un tesoro nascosto, una fanciulla rapita e un fantasma che aleggia tra le mura, rappresentano, del resto, gli ingredienti perfetti e necessari per una storia di successo, che racconti Palazzo Ammicc’.

Una leggenda narra di una bimba, figlia della proprietaria dell’immobile, rapita da una zingara. Anni dopo, la bambina, divenuta donna, ricapitò a Bernalda, e riconobbe le campane a lutto, che annunciavano la morte dell’anziana madre Lalla Micca. La quale l’aveva invano aspettata in vita, e che ancora l’aspetterebbe, da fantasma, tra quelle antiche mura.

Angelo Morizi

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