Prosegue in casa Pd l’ampio dibattito sulle candidature in vista delle regionali. Dopo l’appello all’unità di Zingaretti, Roberto Cifarelli, Vito Giuzio e Cosimo Muscaridola hanno diffusso una nota nella quale, di fatto, confermano che è Marcello Pittella il candidato “unico” e che per il governatore uscente sarebbero già pronte addirittura 20 liste. Di seguito la nota citata.

“Non c’è dubbio che le elezioni abruzzesi ci consegnano un importante segnale di rifioritura del centrosinistra, e fa bene Nicola Zingaretti a sottolinearla come la rotta strategica da seguire per rilanciare la presenza e l’iniziativa del Pd e favorire una rapida fuoriuscita del Paese dalla spaventosa e disastrosa avventura nella quale lo ha scaraventato il governo populista gialloverde.

Sacrosanto l’invito che Zingaretti rivolge alle forze del centrosinistra lucano perché persistenti sentimenti divisivi non pregiudichino le grandi potenzialità di una grande battaglia unitaria per confermare una guida riformista e progressista alla Regione Basilicata. E’ un invito che facciamo nostro e che rivolgiamo per l’ultima volta a coloro che ancora si attardano in tatticismi e pregiudiziali e che invece hanno ancora la possibilità di rendersi coprotagonisti di una esaltante impresa democratica.

E’ in avanzata fase di costruzione un’alleanza ampia e plurale, che conta già su 10 liste in provincia di Potenza e su altre 10 in provincia di Matera e che individua in Marcello Pittella il candidato più autorevole e più popolare alla presidenza della Regione: una vasta mobilitazione democratica che è del tutto irragionevole rimettere in discussione sulla base di riserve personalistiche, se non di vieti settarismi. Rivincere in Basilicata è più che possibile.

Abbiamo ancora pochi giorni per tracciare i confini della coalizione e per schierare sul campo lo schieramento di forze più inclusivo e rappresentativo. Noi ci lavoriamo ancora con impegno e fiducia, nella speranza che saranno anche altri a scegliere nelle prossime ore di stare sulla strada larga dell’unità anziché persistere in logiche minoritarie senza futuro”.

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