Matteo Renzi e Giuseppe Conte. Trova le differenze. Il primo, a capo di un Governo di centrosinistra, presentò in pompa magna il “Patto per la Basilicata”. Il secondo, alla guida dell’esecutivo cosiddetto “gialloverde”, illustrerà, invece, i dettagli e le modalità di avvio del programma di sviluppo del territorio. Dov’è la differenza, a parte il contesto e la maggioranza politica che sosteneva ieri Renzi e sostiene oggi Conte? Ai posteri l’ardua sentenza. Sappiamo cosa ha presentato Renzi e, soprattutto, chi era l’ex presidente del Consiglio. Per ciò che concerne Conte, invece, stiamo scoprendo poco alla volta chi è, mentre scopriremo cosa proporrà alla nostra regione, se la solita “fuffa” o qualcosa di concreto.

Nel rinvirare ogni risposta a lunedì, quando, ha annunciato la Prefettura di Potenza, Conte sarà al teatro Stabile, alle 12, “per un incontro di presentazione delle modalità di avvio del programma di sviluppo del territorio, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che verrà attuato, attraverso un contratto istituzionale di sviluppo, da Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo del Governo” e per incontrare “i sindaci della Basilicata ed i vertici delle associazioni imprenditoriali e di categoria”, la sua visita, o, meglio, le peculiarità della stessa, già provocano prese di posizione.

Su tutte, quella del segretario generale di Basilicata della Cgil, Angelo Summa, per il quale la venuta di Conte è solo “propaganda. Come Renzi qualche anno fa il premier  arriva in Basilicata e sceglie i suoi interlocutori, dimenticando i lucani. Come Renzi nel 2015 scelse di andare alla Fca di Melfi, riconoscendo un diritto di prelazione all’industria ma non ai lucani, a distanza di quattro anni, e con un nuovo governo, ci ritroviamo di fronte alla medesima fotografia. Il premier Conte sceglie di incontrare le sole associazioni datoriali e i soli sindaci dei 131 Comuni per illustrare gli investimenti stanziati per la Basilicata e le modalità di accedervi. Una scelta che dimostra poco rispetto per le istituzioni nel loro complesso, per le parti sociali e più in generale per i lucani”.

Morale della favola? Forse poche volte la visita di un premier ha già provocato fibrillazioni e discussioni prima che il presidente del Consiglio si materializzase in carne e ossa. Sarà l’effetto del “cambiamento”?

Piero Miolla

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