Le tendenze dell’economia globale e dei sistemi locali. Il tema è stato al centro del report presentato dall’Ufficio Studi Confartigianato in occasione della Convention Categorie 2019. In chiave locale è stato esaminato il differente posizionamento dei territori nelle due fasi di inizio secolo divise della grande recessione, 2000-2007 e 2008-2017. Se nel periodo pre crisi crescevano tutte le regioni tranne la Basilicata, negli ultimi 10 anni risultano in crescita solo la Provincia Autonoma di Bolzano (+9,0%), la Lombardia (+1,7%) e la Provincia Autonoma di Trento (+0,6%). Inoltre la dinamica rispetto al periodo pre crisi vede profonde modifiche delle posizioni relative delle regioni con i miglioramenti della Basilicata che sale dal 21° al 4° posto (+17 posizioni), dell’Abruzzo dal 18° al 8° posto (+10 posizioni), della Provincia Autonoma di Trento dal 12° al 3° posto (+9 posizioni) e della Provincia Autonoma di Bolzano dal 5° al 1° posto (+5 posizioni); all’opposto peggiorano le Marche che scendono dal 2° al 16° posto (-14 posizioni), il Lazio dal 1° al 9° posto (-8 posizioni), la Valle d’Aosta dal 9° al 17° posto (-8 posizioni) e l’Umbria dal 13° al 20° posto (-7 posizioni).

“Sono tematiche – è il commento di Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato – che tornano prepotentemente a occupare la scena e che certamente condizioneranno lo sviluppo e gli assetti del mercato nel prossimo futuro, senza che se ne possa determinare con certezza l’evolversi. In questo contesto di grandi mutamenti politici e sociali oltre che economici, le imprese, specie le nostre più piccole si trovano nell’occhio del ciclone e devono necessariamente provare a orientarsi su tematiche che impattano in modo sostanziale sul sistema Paese e che creano situazioni di contrapposizione e confronto a tutti i livelli. Le imprese artigiane – continua Gentile – esprimono il valore dell’attività e le elevate competenze in molteplici settori che Confartigianato rappresenta tramite l’attività di 12 Federazioni di categoria e 67 Mestieri. In chiave strutturale va ricordato che la piccola impresa rappresenta il tessuto connettivo del territorio, con una maggiore presenza al decrescere della dimensione dei comune di residenza dell’attività: mediamente gli occupati nelle unità locali fino a 49 addetti rappresentano circa i tre quarti (73,2%) degli occupati ed il massimo dell’86,6% si osserva nei comuni con meno di 1.000 abitanti per arrivare, con un profilo decrescente, al minimo del 61,8% registrato nei comuni sopra i 250.000 abitanti, pari ad un gap di ben 24,8 punti percentuali.

Quanto alla ricetta anti-recessione indicata dal Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti quattro i punti principali: più investimenti pubblici e privati, sì al lavoro di cittadinanza, attenzione concreta alle piccole imprese, rilancio dell’apprendistato. Perché il lavoro e lo sviluppo si creano con le imprese. Noi siamo per il lavoro di cittadinanza, non ci sono strade alternative». C’è ancora tanto da fare come ridurre il carico fiscale e burocratico. Ma c’è un’altra emergenza: la disoccupazione giovanile. Bisogna preparare i ragazzi a entrare nel mondo del lavoro incentivando il contratto di apprendistato».

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