Ruina, il rione scomparso. Anche quest’anno, in ricordo della “ruina”, cioè della drammatica frana che il 9 febbraio 1688 distrusse Casalnuovo, a Pisticci, il gruppo Facebook “Noi, Pisticci, le nostre radici, il nostro futuro”, con il patrocinio del Comune, ha organizzato un interessante convegno in programma il 9 febbraio nella chiesa Matrice, in Terravecchia.

Mai come quest’anno la ricorrenza della frana che sconvolse Pisticci cade in un momento nel quale il tema del dissesto idrogeologico è d’attualità, stante la frana di Pomarico. Frane del passato che si intrecciano con quelle dei nostri giorni, dunque, nella speranza che in futuro non ve ne siano altre. Il tema è tornato prepotentemente di attualità anche a Pisticci. Peraltro, nel corso del suo intervento a Pomarico, il presidente della commissione Grandi Rischi, Gabriele Scarascia Mugnozza, ha ricordato che sotto la lente d’ingrandimento ci sono anche altri centri di “questo circondario così intensamente interessato da fenomeni franosi analoghi a quelli di Pomarico: mi riferisco a Pisticci, Montescaglioso, Ferrandina”.

Morale della favola? Il convegno dal titolo “Ruina, il rione scomparso” potrà essere anche utile per affrontare i temi di attualità. Cioè, il dissesto a Pisticci, centro da sempre alle prese con smottamenti, teatro di una frana nel 1976 dalla quale, però, i governanti dell’epoca seppero tratte utili insegnamenti, tanto da procedere ad un importante restyling infrastrutturale, sia sotto forma di opere urbanistiche che di regimazione delle acque.

Dopo la frana di Pomarico, tra l’altro, si registra anche l’appello di un giovane pisticcese, William Grieco, il quale, dopo aver ribadito “la solidarietà agli abitanti che hanno subito questo evento”, ha ricordato che quanto accaduto “ci porta a fare una riflessione su un tema centrale, quello delle infiltrazioni d’acqua che in tutti punti critici del nostro territorio sono da monitorare. Sia sul versante Basento che su quello del Cavone andrebbero fatti lavori di scolo. Nel centro abitato va tenuto sotto costante monitoraggio il versante Croci-Tredici e gli altri punti critici, da via Vespucci alla chiesa di San Rocco ai Rione Terravecchia, Dirupo, Loreto. Il territorio ci invia continuamente segnali che occorre saper intercettare e ascoltare, come invece spesso non accade. A che punto siamo per quanto riguarda i progetti che a novembre 2017 sono stati approvati dalla Regione Basilicata? Pisticci non può più aspettare”.

Piero Miolla

Commenta l'articolo