Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota dei consiglieri di maggioranza dimissionari al Comune di Tricarico, Antonella Primavera, Pancrazio Centola e Rocco Martoccia, nella quale vengono esposte le motivazioni delle dimissioni.

“Nel rispetto di tutti i tricaricesi e soprattutto di chi ci ha votati, vogliamo rendere note le motivazioni che ci hanno supportato e indotto a prendere la decisione di rassegnare le dimissioni. Manifestiamo con forza un deciso dissenso nei confronti della gestione politica attuata dal sindaco Melfi, avverso la sua strategia improntata sempre più su scelte di pochi o pochissimi (il sindaco e uno/due assessori) e sempre meno sul coinvolgimento di talaltri assessori e consiglieri di maggioranza i quali, seppur legittimamente anch’essi eletti, sono stati di fatto esautorati nelle loro funzioni, riducendosi a meri ‘alzatori di mano’ in occasione delle delibere consiliari.

Ci preme, in particolare, denunciare la creazione fra di essi di un ‘patto politico’ che ha dato origine ad un vero e proprio pericoloso oligopolio, una situazione di completo accentramento del potere su due/tre persone e una corrispondente situazione di totale isolamento, abbandono e annullamento in cui si sono ritrovati alcuni assessori e consiglieri di maggioranza. Abbiamo,pertanto, deciso di non dare più seguito a quella odiosa consuetudine di dover votare decisioni, in tutto e per tutto, già prese da due/tre sole persone. Portiamo inoltre a conoscenza dei nostri concittadini un odioso espediente di cui il Sindaco si avvaleva nella gestione del suo potere che ben si riassume nel brocardo latino ‘divide et impera’. La prassi era, cioè, quella di creare artatamente e subdolamente dissapori e scontri fra taluni membri del gruppo in modo che essi non potessero mai allearsi e costituire, perciò, un pericolo e una minaccia per la sua leadership e lo status quo raggiunto.

Il Sindaco ha quindi inspiegabilmente creato non già uno gruppo coeso, affiatato e motivato bensì lacerato e rabbioso. Denunciamo altresì la prassi, anch’essa consolidata, che prevedeva la sistematica eliminazione degli ‘avversari’ attraverso lo strumento della revoca di deleghe e incarichi in precedenza conferiti a persone che poi successivamente si dimostravano, ai suoi occhi e al suo insindacabile giudizio, potenziali ‘nemici’; persone che invece si limitavano a dimostrare legittimi slanci di autodeterminazione, auto discernimento ed esercizio di legittima – seppur minima -discrezionalità. Chi ci conosce sa che abbiamo intrapreso l’avventura elettorale con grande serietà, responsabilità, entusiasmo e umiltà sperando di poter dare un contributo reale e concreto al paese, a prescindere dalla carica eventualmente ricoperta. Purtroppo però non c’era il minimo spazio per il confronto, la discussione, le critiche costruttive o le voci fuori dal coro, né possibilità di incidere su decisioni già prese in partenza da due/tre sole persone.

Qui i consiglieri comunali di maggioranza e taluni assessori erano soggetti assolutamente marginali, una specie di strumento usato per ratificare decisioni adottate da due/tre persone, senza autonomia né possibilità di discutere, in balia di una modalità di gestione della cosa pubblica di estrema chiusura e rigidità. Spesso i consiglieri neppure sapevano o sapevano poco tempo prima e in modo avvolte superficiale su cosa si sarebbero espressi alzando la mano. Non era più tollerabile né possibile per noi pensare che un consiglio comunale, organo di primaria importanza, espressione democratica della popolazione, potesse essere calpestato con una tale facilità e disinvoltura. Davanti a questa complessa situazione di degrado istituzionale, un anomalo e immorale modo di procedere e di gestire la cosa pubblica abbiamo deciso di non essererne  più complici, abbiamo deciso di dire no e ci siamo una volta per tutte dissociati”.

I consiglieri di maggioranza dimissionari

Antonella Primavera

Pancrazio Centola

Rocco Martoccia

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