Una domenica al museo. E’ l’iniziativa in programma il 3 febbraio al museo archeologico nazionale di Metaponto. Dove, a partire dalle 17, verrà presentato il libro di Francesca Silvestrelli, docente dell’Università degli Studi del Salento, dal titolo: “Le duc de Luynes et la découverte de la Grande Grèce”.

“Il testo – spiegano gli organizzatori – ha grande importanza perché narra le vicende di Honoré d’Albert, duca di Luynes e la sua esperienza in campo archeologico in Magna Grecia. I primi decenni dell’Ottocento, infatti, sono segnati da una crescente attenzione nei confronti dell’archeologia della Magna Grecia. Il miraggio della grandezza passata di questa regione, suggerita dalle fonti, spingeva alcuni viaggiatori ad uscire dalle vie più battute del Grand Tour per visitare zone meno conosciute. È quanto accade al giovane Honoré d’Albert, duca di Luynes (1802-1867): destinato a diventare uno dei personaggi più influenti della vita culturale francese e protagonista di una intensa attività di studio, di esplorazione e di mecenatismo che culminerà, nel 1862, nella donazione della sua straordinaria collezione al Cabinet des Médailles di Parigi, egli effettua, nel 1825 e nel 1828, due viaggi lungo la costa ionica dell’Italia meridionale (parte del Regno di Napoli solo raramente percorsa dai viaggiatori) alla scoperta dell’architettura e della topografia delle colonie della Magna Grecia.

I viaggi sono l’occasione per due scavi, condotti il primo a Locri e il secondo a Metaponto. Lo scavo di Metaponto è, in particolare, denso di conseguenze: con il trasferimento a Parigi di parte dei materiali architettonici rinvenuti nel santuario di Apollo Licio e con la pubblicazione dei risultati delle sue ricerche, Luynes contribuisce ad accendere l’interesse sugli edifici di ordine dorico della colonia, che entra a pieno titolo nel dibattito relativo alla policromia nell’architettura greca. Il libro racconta gli anni della formazione del duca de Luynes, segnati dalla sua partecipazione al progetto per la creazione del Museo Charles X e dall’adesione all’Instituto di Corrispondenza archeologica, mettendo in luce il filo rosso che ne percorre l’intera esistenza”.

Alla manifestazione saranno presenti, olre all’autrice, anche Marta Ragozzino, direttrice del Polo Museale della Basilicata, e Savino Gallo, archeologo del Polo Museale della Basilicata.

L’ingresso è libero.

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