Nell’elegante sala del trono del Castel Pirro del Balzo bella serata ricca di emozioni, realizzata con il patrocinio del Comune di Venosa e l’associazione Venosa 2019. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del libro autobiografico di Giovanna Gallo “46+1= infinito”, la cui storia ha commosso tutti i presenti, abbattendo i pregiudizi sulla diversità e rinnovando il diritto di poter essere se stessi sempre e comunque.

La scrittrice ha parlato con il cuore in mano, 46+1= infinito, edito da Hermon edizioni, è la storia della sorella Carla che nasce con la sindrome di down negli anni settanta quando la parola diversità era quasi impronunciabile. Carla ha la sindrome di Down, condizione che porta in sé difficoltà, paure, incertezze, ma anche sogni, desideri, speranze.

“Dal momento della nascita intorno era solo silenzio, un silenzio che faceva parecchio rumore che si è trasformato in sguardi, dolore e poi nella bellezza dell’infinito” – racconta la Gallo – “un cromosoma in più, che rende la  vita un viaggio, talvolta impossibile ma che solo lo sguardo ne cambia la prospettiva. Parole come silenzio, sguardi dolore, infinito segnano un percorso di vita che lascia il segno e che con il tempo ne amplifica le percezioni trasformando il concetto di diversità nella bellezza di una risorsa di un meraviglioso modo di essere unici”.

Giovanna Gallo con estrema eleganza e delicatezza traccia i motivi che l’hanno spinta a scrivere questo libro, che parte da una domanda della sorella: “Perché io così?” Suggestive le letture tratte dal libro accompagnate da scritture su fogli bianchi e brani musicali che lasciano spazio alla dimensione delle emozioni provate dalla scrittrice. È un notevole salto culturale – emozionale quello che ci separa dal vivere la diversità come valore, che orienti le nostre scelte e i nostri percorsi. La consapevolezza di star “andando verso” questa meta è determinante! È un cammino difficile già a partire dall’accettazione della nostra diversità, anche con il dolore che questo comporta, per arrivare a considerare ognuno diverso. Le persone con disabilità si trovano a vivere in condizioni spesso difficili: è fondamentale, per la loro quotidianità, abbattere i muri dell’ignoranza. “Mi auguro che la giornata di oggi possa costituire un momento di riflessione, che all’impegno sul fronte degli interventi unisca anche la volontà di guardare alla persona con disabilità come tale” – conclude la scrittrice – “e cioè come una persona che non ha nulla di diverso da chi pretende, erroneamente, di definirsi normale. Ognuno di noi deve fare i conti con le proprie fragilità”.

Rosa Centrone

 

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