Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota  congiunta del sindaco di Grottole, Francesco De Giacomo, del sindaco di Grassano, Filippo Luberto, e di Acquedotto Lucano, vergato a margine di un incontro che si è svolto in mattinata.

“Il movimento di frane e smottamenti che nelle zone calanchive della provincia di Matera sta creando seri problemi alla rete idrica è stato il tema di due distinti incontri che il direttore generale di Acquedotto Lucano, Gerardo Marotta, ha avuto questa mattina con il sindaco di Grottole, Francesco De Giacomo, e con quello di Grassano, Filippo Luberto.

Nel corso delle riunioni, che i sindaci De Giacomo e Luberto avevano chiesto all’amministratore unico di AL, Giandomenico Marchese, già sabato e domenica scorsi, è stata esaminata la situazione che ha costretto Acquedotto Lucano ad intervenire ripetutamente nelle ultime settimane per riparare le condotte letteralmente tranciate dai movimenti franosi. L’ultimo evento, in ordine di tempo, si è verificato alle prime ore del mattino, in località Fondoni, nel territorio di Grottole: ad essere danneggiato è stato un tubo in acciaio del diametro di 20 centimetri. I tecnici di Acquedotto Lucano sono intervenuti tempestivamente, ma è stato necessario un lavoro di scavo per individuare la perdita e avviare la riparazione: l’ennesima a carico del gestore del servizio idrico integrato, che sempre più frequentemente sta sopportando costi ingenti per garantire l’intervento immediato, l’esecuzione dei lavori ed il servizio sostitutivo per cercare di ridurre i disagi agli abitanti.

Le verifiche effettuate hanno riscontrato l’esistenza di un movimento franoso a monte dello schema idrico: Acquedotto Lucano può intervenire sulle condotte, ma non sul terreno circostante, che continua a rilasciare acqua e a provocare smottamenti. E’ indispensabile, pertanto, un lavoro sinergico con tutti i soggetti interessati valutando altresì il piano di gestione del territorio.

I sindaci hanno ritenuto di dover informare anche il prefetto di Matera, affinché venga convocato al più presto un tavolo tecnico-istituzionale che coinvolga anche la Regione Basilicata e l’Egrib.

Il tema della tenuta delle condotte, infatti, non può essere affrontato senza azioni e provvedimenti che tengano conto del diffuso dissesto idrogeologico che interessa il nostro territorio: terreni argillosi che a seguito delle piogge e delle nevicate tendono a saturarsi di acqua e a franare, laddove anche la rete di drenaggio naturale è compromessa dall’intervento dell’uomo”.

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