Raffaele Tantone, responsabile ambiente della segreteria regionale Psi, esprime preoccupazione per le modalità con cui si è insediata una “piattaforma per lo stoccaggio ed il recupero di rifiuti non pericolosi” nel comune di Salandra ad opera della società verde ambiente srl, precisamente nel capannone dismesso appartenuto alla fabbriche di ceramiche FIP, visibile quotidianamente come complesso di archeologia industriale, da tutti gli automobilisti che percorrono la strada statale basentana.

Ad ogni modo, una prima preoccupazione, deriva dal fatto che il sito dismesso da decenni, senza che nessuno si sia accorto di nulla, si è improvvisamente rivelato pieno di rifiuti plastici e cartacei, come di tutta evidenza risulta dalle foto pubblicate sui social da attivisti e cittadini che hanno a cuore le tematiche ambientali.
Come socialisti siamo in attesa di ottenere risposta formale alla nostra richiesta di accesso agli atti agli enti competenti, ma leggendo provvedimenti autorizzativi rilasciati da comune e provincia, si ritiene opportuno sottolineare criticità evidenti già ad una prima visione degli atti.
In primo luogo rimangono da verificare il rispetto di tutte le prescrizioni previste da tali provvedimenti, fra cui oltre la prestazione di adeguate garanzie fideiussorie e della disponibilità dell’area, anche assicurazioni su rischio incendio di tali depositi, che come assistiamo sempre più spesso provocano roghi pericolosi per le persone e le attività artigianali, commerciali e agricole. In secondo luogo provvedimento autorizzativi sembrano riferirsi ad un’attività di recupero e manipolazione dei rifiuti che non sembra aver luogo attualmente nel sito che semmai risulta deserto.
Come Psi chiediamo alle autorità deputate al controllo, fra cui provincia e comune di verificare il rispetto delle prescrizioni ambientali previste, fra cui quelle sulle emissioni in aria e sulla reale esistenza di un impianto di recupero di rifiuti. Altrimenti i cittadini avranno ragionevolmente conferma delle più pessimistiche previsioni, fra cui ad esempio,  che i cumuli di rifiuti visibili dai vetri del capannone rappresentino di già le circa  7 mila tonnellate di rifiuti autorizzate.
Da ultimo, il nostro plauso va ai cittadini che si sono attivati nel segnalare la vicenda,  perché rappresentano una volontà positiva di partecipazione alla vita pubblica per costruire il proprio futuro. Anche per questo ci auguriamo che si dia quanto prima seguito alla richiesta di consiglio comunale aperto promossa da tanti cittadini salandresi e dei comuni limitrofi, sopratutto auspichiamo che  in tale sede le istituzioni si riapproprino della loro funzione fondamentale, di tutela del bene pubblico generale contro l’interesse dei pochi”.

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