Nell’ambito delle iniziative “Matera 2019” finalizzate alla valorizzazione del territorio lucano, nei giorni scorsi è stato realizzato dalla troupe di Rai 1 un servizio, trasmesso sulle reti nazionali riguardante la “pietra di Gorgoglione”, dalla sua origine geologica al suo utilizzo come pietra ornamentale.

“La Regione Basilicata – afferma Gerardo Colangelo, Presidente dell’Ordine dei Geologi di Basilicata – per la sua storia geologica, tettonica e per le sue caratteristiche geomorfologiche e ambientali rappresenta un vero e proprio laboratorio naturale dove è possibile associare all’interesse prettamente scientifico anche quello legato all’uso sostenibile del territorio. Ringrazio il sindaco di Gorgoglione, Giuseppe Filippo, per l’invito e per la sensibilità dimostrata per l’occasione. La presenza di litologie dalle ottime caratteristiche tecniche, associate alla giacitura stratigrafica degli affioramenti ha fatto della Regione Basilicata uno dei fornitori principali su scala nazionale dei materiali da costruzione dove la coltivazione di cave di estrazione rappresenta una delle più antiche attività artigianali e imprenditoriali della regione”.

Nello specifico, la pietra di Gorgoglione per le sue caratteristiche tecniche ed estetiche risulta essere una delle più importanti pietre naturali da pavimentazione e da rivestimenti in Italia. Generata dalla natura circa 20 milioni di anni fa questa roccia forma la successione che in letteratura è denominata Flisch di Gorgoglione. Da un punto di vista geologico il flysch è un complesso sedimentario composto da roccia sedimentaria clastica depostasi in ambiente marino tramite meccanismi deposizionali di tipo gravitativo: principalmente frane sottomarine e correnti di torbida.

Parte dell’approfondimento e delle riprese trasmesse dal programma “Unomattina” ha riguardato la “Grotta dei Briganti” a valle dell’abitato di Gorgoglione.

“La grotta – afferma Colangelo – è una cavità di interstrato, sviluppatasi lungo il contatto tra le arenarie e le sottostanti argille. La parte più interna della grotta presenta tracce di stillicidio e concrezionamento, costituito da piccole stalattiti di qualche centimetro di lunghezza e da croste calcitiche in prossimità delle pareti rocciose. Siamo una delle regioni italiane con la più alta densità di geositi censiti e cartografati – continua Colangelo. Un Geosito è una località, area o territorio in cui è possibile definire un interesse geologico-geomorfologico e/o paesaggistico per la conservazione. I Geositi forniscono un potente strumento di comprensione della storia geologica di una regione, stato o continente, descrivendo una pagina unica (e in alcuni casi irripetibile) della storia della Terra, rivestendo inoltre una notevole importanza dal punto di vista del richiamo culturale, della didattica, della ricreazione, della biodiversità e dell’economia. Grazie ad una legge regionale, la n.32 del 2015 è stato istituito il “catasto dei geositi” che prevede, l’aggiornamento annuale dei geositi individuati sul territorio lucano. Tra questi è registrato sul sito dell’ISPRA (Istituto per la Prevenzione e Sicurezza Ambientale) il geosito rappresentativo del Flisch di Gorgoglione (Fiumara di Gorgoglione). L’inserimento del Parco Nazionale del Pollino, ad esempio, nella rete dei Geoparchi Mondiali dell’Unesco (120 in tutto il mondo) rappresenta un ottimo esempio di best practice finalizzato alla valorizzazione geologico-ambientale del territorio”.

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