“Non abbiamo nulla da rimproverarci: a fronte di proprie precise ed articolate proposte organiche per uno sviluppo ecosostenibile del territorio ci siamo imbattuti in sterili tentativi di predisposizione di liste elettorali, prive di un qualsivoglia progetto per Tricarico”. Così il movimento “Per il Bene Comune” di Tricarico ha motivato l’assenza nella competizione elettorale del 26 maggio.

“L’inaspettata crisi amministrativa – si legge in una nota – ha determinato l’obbligo di verificare la possibilità di costruire una lista in grado di amministrare la cosa pubblica con onestà e competenza”. Dopo aver ricordato che “nella passata consultazione amministrativa il movimento è stato parte integrante della lista “La Ginestra”, per tentare la definizione di un percorso unitario che potesse cementare idee e propositi volti alla soluzione dei problemi locali”, il movimento ha sottolineato che “alcuni componenti di quello che era il Pd, caratterizzati da diversità di natura ideologica con il resto de La Ginestra, ancora una volta, hanno dimostrato di essere elementi sui quali non è possibile fare affidamento. Da subito è emerso un quadro estremamente frastagliato di gruppi e gruppetti con cui confrontarsi, i quali più che essere portatori di un progetto, erano portatori di un candidato sindaco avente la presunzione di essere il predestinato, senza avere alcuna idea e/o progetto in grado di invertire la rotta di degrado sociale, economico e demografico della comunità tricaricese”. Alla luce di tale “composito panorama, agli inizi di aprile, dopo aver fatto una serie di incontri con i soggetti che avevano manifestato la volontà di cimentarsi nella competizione elettorale, verificata l’impossibilità di costruire una lista basata su figure di rinnovamento che fossero di valida professionalità e competenza, Per il Bene Comune ha deciso di non prendere più parte alla competizione elettorale. Tale decisione è scaturita dal fatto che i rappresentanti del movimento, da sempre protesi a rimodellare il sistema amministrativo locale, ritenuto superato, nel corso degli incontri avuti han dovuto assistere al prevalere di logiche partitiche piuttosto che di valorizzazione del territorio, determinando un clima poco sereno”. Pertanto, preso atto di “tale visione politica limitata e distorta delle altre componenti in gioco, ci siamo ritirati dalle consultazioni non condividendone i metodi né i contenuti”.

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