Proseguono, al Liceo Scientifico “Matteo Parisi”, gli incontri con i volti celebri di Bernalda, che hanno fatto carriera, in Italia e nel mondo, in vari ambiti professionali. Alle 11, nell’Aula Magna dell’Istituto di istruzione superiore, diretto da Giosué Ferruzzi, in via Schwartz, sarà la volta di Gianluca De Novi. Nell’ambito dei Cinquantenario della fondazione del “Parisi”. Campione dell’innovazione e delle startup,

De Novi, 42 anni, si è distinto nel campo del social networking e della telemedicina. I suoi primi esperimenti li ha compiuti nel garage di casa sua, nella cittadina jonica. Quindi il diploma all’Itis di Matera e la laurea in Ingegneria Elettronica all’Università di Bologna. Per diventare un altro dei tanti cervelli nostrani, costretti  a lasciare la propria terra, per cercare occasioni, possibilità e successo all’estero. Docente all’Università di Harvard, a Boston, si occupa di chirurgia robotica e simulazione chirurgica. Lavorando a progetti di ricerca statunitensi. E’ fondatore di startup che si muovono anche in altri campi, quali le nuove tecnologie per l’advertising, il 3D printers, la simulazione industriale e la telemedicina. Da tempo, De Novi si sta spendendo per proporre opportunità e stimoli ai giovani studenti italiani e lucani. Anche attraverso corsi ed esperienze di ricerca negli Usa.

“E’ giusto – sottolinea De Novi – che i giovani, se non trovano occasioni di realizzazione nella loro terra d’origine, si spostino, cercando il futuro altrove. Poi, per tornare, ci sarà sempre tempo. E con più esperienza e forza. Magari per cambiare l’esistente. Tra i suoi ultimi progetti quello chiamato Xsurgical”, un robot per la chirurgia, in grado di funzionare anche in ambienti critici, come ospedali da campo o altri siti disastrati. Il nuovo robot, facilmente trasportabile, funzionerà dapprima telecomandato a distanza, per poi diventare in intelligenza artificiale autonoma.

Gianluca De Novi si confronterà con gli studenti degli ultimi due anni di corso, liceale, ragionieristico e tecnico.

Angelo Morizzi

Commenta l'articolo