Cavone

Metalli in alte concentrazioni, tantissimo ferro e poi bario, arsenico, piombo. I risultati delle analisi effettuate su un campione di sedimento prelevato da un’area attigua al corso del fiume Cavone, in territorio di Pisticci, sono a dir poco allarmanti. Li ha resi noti Alessio Giannone, in arte Pinuccio, tornato da queste parti con le telecamere di Striscia la Notizia, la trasmissione in onda su Canale 5, per sviscerare, appunto, le risultanze dei campionamenti fatti in collaborazione con l’associazione Cova Contro.

Pinuccio ha intervistato Albina Colella, docente di Geologia all’Università della Basilicata, che ha spiegato: “Queste acque ricordano quelle di contrada La Rossa (a Montemurro, dove c’è il famigerato pozzo di re-iniezione Costa Molina 2, ndr). Le caratteristiche chimiche ricordano molto quelle degli scarti petroliferi. Ci sono metalli in alte concentrazioni che sono tipici degli additivi che si usano in questi fanghi – ha aggiunto Colella -: abbondantissimo è il ferro, addirittura 13mila 170 milligrammi-chilo, ma poi ci sono anche il bario, che si usa per appesantire i fanghi, l’arsenico, il piombo, il vanadio, il nichel, il cromo, il manganese e di tutto, di più. Purtroppo in Basilicata bisogna fare i conti con quello che si immette nel sottosuolo e poi arriva in altre aree, che possono essere distanti anche chilometri, perché i flussi sotterranei scorrono da monte a valle, verso i fiumi e verso il mare”.

Morale della favola? “Ci può essere una contaminazione della catena alimentare, perché l’acqua – ha concluso Colella – è alla base di questa catena: se è inquinata, lo saranno anche tutti i prodotti. Per non parlare degli animali che si abbeverano”, compromettendo ulteriormente la catena alimentare. Proprio qualche giorno fa il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, ha emesso ordinanza contingibile e urgente per vietare l’utilizzo dell’acqua del Cavone. Infine, Pinuccio ha ricordato che anche Arpab ha effettuato campionamenti, i cui risultati, al momento non sono noti.

Piero Miolla

1 commento

  1. L’inquinamento c’è, non c’è dubbio. Ma prima di dire quale è l’origine indaghiamo. Potrebbe trattarsi per esempio di sversamenti abusivi.

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