Inizia col piede giusto l’avventura delle ragazze del Camarda Volley Bernalda nei playoff del campionato di Prima Divisione. Le ioniche, allenate da Michele Russo, hanno espugnato, imponendosi per 0-3 (con parziali a 16, 15 e 20), il campo potentino dell’Asci, ipotecando, di fatto, l’accesso alla finale. Gara 2, in programma mercoledì 22 maggio, nel PalaGalilei di Bernalda, appare a questo punto una pura formalità. Anche se bisognerà mantenere la concentrazione giusta per non andare incontro a spiacevoli sorprese.

“Le mie ragazzine si sono espresse con molta intensità in quel di Potenza, meritando il successo finale – rileva Russo -. Siamo un gruppo che sta crescendo e che promette bene. Tutte le atlete hanno avuto modo di maturare esperienza agonistica nei vari campionati giovanili, a cui abbiamo precedentemente partecipato. Adesso attendiamo fiduciosi il match di ritorno e ci auguriamo di poter giungere alla finale. La promozione in serie D sarebbe il suggello di una stagione vissuta con protagonismo”.

Soddisfatto dei risultati anche il diesse del sodalizio ionico Dino Briglia: “Alla Prima Divisione hanno preso parte 21 squadre, suddivise in quattro gironi. Hanno raggiunto i playoff le prime quattro di ogni raggruppamento. Il Camarda Bernalda ha vinto il proprio raggruppamento, cedendo solo una partita. Unica rappresentante del Materano. Le altre due semifinaliste sono, infatti, Rionero e Maratea, che si sfideranno in gara 1 il 19 maggio. L’obiettivo è quello della promozione alla serie D per la stgione prossima. Se dovessimo fallire il traguardo avremmo sempre la possibilità di essere ripescati, avendo raggiunto la fase dei playoff. In Prima Divisione c’era l’obbligo di schierare almeno sette ragazze nate dal 2002 in poi. Ebbene, il Camarda aveva l’intera squadra entro quei limiti d’età. A testimonianza della validità del nostro ricco vivaio”.

Per la pallavolo femminile bernaldese, dunque, l’opera di ricostruzione agonistica continua, grazie al lavoro certosino di tecnici e dirigenti locali.

Angelo Morizzi

Commenta l'articolo