Sull’esclusione di Bernalda e Metaponto dalla Zes jonica, nel primo Consiglio comunale c’è già stato un confronto molto serrato, in cui i due gruppi consiliari hanno trovato una strategia comune: quella di investire dell’argomento il Governo nazionale, attraverso il ministro per il Sud Barbara Lezzi (M5S),al fine di chiedere, con l’inclusione della cittadina jonica, l’aumento del chilometraggio Zes già previsto e approvato per la Basilicata. Sia la vice sindaca Eliana Acito che il primo cittadino Tataranno, rispondendo a una circostanziata interpellanza del gruppo Scelta Comune, hanno ribadito il travagliato iter che, dopo una serie di contrapposizioni, aveva portato, nel maggio 2018, all’indicazione, nel perimetro Zes, delle aree Sin e Pip di Bernalda. Che poi, invece, si sono viste escluse dal provvedimento definitivo.

Titty Pizzolla ha eccepito che il Comune di Bernalda “avrebbe potuto usufruire di un maggiore ascolto in Regione, avendo, all’epoca, sullo scranno assessorile regionale, Nicola Benedetto, presidente del Consiglio comunale di Bernalda. E avrebbe dovuto informare degli accadimenti negativi la cittadinanza, che si sarebbe sicuramente mobilitata. E invece tutto è passato sotto colpevole silenzio. Compreso quello del Dem Roberto Cifarelli, venuto recentemente a Bernalda a farsi la campagna elettorale, senza toccare in alcun modo l’argomento”.

Tataranno ha rintuzzato le critiche, asserendo che anche l’onorevole Michele Casino, che ha supportato Pizzolla, essendo un parlamentare nazionale, avrebbe potuto avere maggiore voce in capitolo, visto che le assegnazioni vengono definite a livello governativo e solo dopo passate alle Regioni, che scelgono le aree di destinazione. Quindi, il Comune non c’entra proprio nulla. Resta grave, semmai, l’esclusione. Tra le scelte peggiori mai fatte dalla Regione Basilicata, perché deprime un’area di potenziale sviluppo economico. E visto che l’area Sin attiene a terreni regionali, indicati dallo stesso massimo Ente locale come produttivi, si tratta di altro clamoroso controsenso rispetto alle scelte operate.”

Angelo Morizzi

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