Era il 1944 quando anche sulla piccola cittadina della Basilicata, Corleto Perticara, si abbatterono i risvolti del Secondo Conflitto Mondiale. Sbarcati in Sicilia gli alleati, nell’agosto del 1943, aveva avuto inizio la fase di liberazione della penisola e la caccia ai soldati tedeschi, imboscati nei villaggi, nei borghi, nelle campagne italiane.

I tedeschi si erano dispersi anche nei piccoli centri abitati dell’entroterra lucano. Giovani militari erano in cerca di rifugio e vettovagliamenti, nella stessa Corleto Perticara. In lungo e in largo e in particolare nel Mezzogiorno d’Italia, sorvolavano i cieli aerei bellici. Nella cittadina, dove le notizie della guerra che non si era ancora conclusa faceva vivere i suoi abitanti nel terrore, la paura si fece realtà. Il 10 settembre, all’improvviso si udirono assordanti rombi di cacciabombardieri che si avvicinavano verso la valle del Sauro. La gente in fuga con bambini in fasce e ragazzini, si dirigeva affannata e terrorizzata verso i ripari, grotte e seminterrati. Le sirene del paese avvisavano insistentemente del pericolo imminente.

Giunse così il tragico evento, lo sgancio di bombe su Corleto Perticara e la distruzione del 60% della cittadina lucana, compresi i palazzi storici e le chiese. Della chiesa di Sant’Antonio – facente parte dell’antico complesso dell’omonimo convento – si salvò solo la statua lignea del Santo padovano, risalente al 1700. Il resto andò tutto distrutto.

Il prossimo 11 giugno 2019 la Parrocchia, facente parte della diocesi di Tricarico, ricorda il tragico avvenimento e i sessanta anni dalla ricostruzione della Chiesa sopra citata. Cosa accadde? Per volontà del vescovo, negli anni Cinquanta venne eretta una seconda Parrocchia, oltre a quella già esistente di Santa Maria Assunta guidata dall’Arciprete Francesco Lapenta. La guida venne affidata a Don Carlo Magaldi che avviò l’opera di ricostruzione ex novo della Chiesa di Sant’Antonio, un edificio più completo e con spazi più consoni allo svolgimento delle attività pastorali. Don Carlo però, ammalatosi di un grave male, non riuscì a vedere ultimati i lavori. L’inaugurazione avvenne l’11 giugno del 1959 alla presenza del vescovo di Tricarico, Monsignor Raffaello delle Nocche.

La commemorazione, voluta dalla comunità parrocchiale guidata da Don Vincenzo Cantore, avrà luogo presso la Chiesa di Sant’Antonio, a partire dalle 18.00. Dopo i saluti istituzionali del parroco Cantore e del sindaco Antonio Massari, interverranno alla tavola rotonda organizzata per l’occasione, Michele Lavella, cultore di storia locale, Rosa Stoppelli Malgaldi, in ricordo del parroco dell’epoca Don Carlo Magaldi e il vescovo di Tricarico, S.E. Rev.ma Monsignor Giovanni Intini. A moderare il convegno sarà il direttore dell’Archivio Diocesano di Tricarico, Don Nicola Soldo.

A conclusione degli interventi, sarà presentato il lavoro di restauro – ad opera del maestro artigiano Egidio Lauria – dell’unico reperto salvatosi al terribile episodio storico, la statua lignea di Sant’Antonio.

Nella chiesa ricostruita si potranno notare due elementi artistici di grande valore, il mosaico che ricopre il pavimento e le quattordici stazioni della Via Crucis, realizzati in ceramica e collocati lungo la navata centrale della chiesa.

Maria Teresa Merlino

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