Di seguito una nota di Vito Rago e Giuseppe Dalessandro, membri del gruppo consiliare “Esperienza e Futuro per Miglionico”

“Dopo la brillante performance sull’analisi del voto (ma è ancora da analizzare questo benedetto voto?) da parte di un ex assessore, che per dieci lunghi anni ha brillato per l’assenza e la sua inconsistenza politica al Comune di Miglionico, nostro malgrado ci tocca anche assistere alla lectio magistralis del segretario cittadino del Partito Democratico (parlo del partito dei 201 voti al parlamento europeo) che, dichiaratosi armato di buoni propositi, sulla stampa locale si è lasciato andare in elucubrazioni mentali tali, da indurci a credere che le torride temperature di questi giorni stiano cominciando a produrre effetti nefasti.

Volendo sorvolare sulla strampalata analisi politica fatta, avendone noi abbondantemente più volte parlato nelle scorse settimane, non possiamo di certo  sottacere sul fatto che “il nostro”, che è anche capo del gruppo di maggioranza, è ancora convinto che i pessimi rapporti che intercorrono tra la maggioranza e i gruppi di minoranza siano dovuti a problemi personali di qualcuno di noi, ignorando che non sono le questioni personali ad animare il dibattito-confronto (che altri trasformano in scontro) bensì le profonde lacerazioni create ad arte nella comunità e le evidenti divergenze politiche che  impediscono alle minoranze di condividere la disinvolta arroganza e la penosa improvvisazione con cui si è avviata la consiliatura, e ciò al netto anche dell’andamento della campagna elettorale su cui, noi, da tempo abbiamo  voltato pagina.

Dimentica l’incauto e livoroso commentatore della lista fascio-pdiota “Miglionico in Comune” che circa mille elettori (questa è la consistenza delle minoranze) hanno espresso la loro preferenza per dei programmi (5 Stelle ed Esperienza e Futuro per Miglionico) che, tra l’altro, mettevano al primo posto la discontinuità con il passato e il ripristino della legalità in una comunità che, risvegliatasi da un brutto sogno (quello del buonismo) si è ritrovata proiettata in un incubo (quello della Congiura dei balordi) atteso che, i primi balbettii a caldo del neo sindaco promettevano fedeltà al predecessore e osservanza delle linee tracciate da costui, ma evidentemente abbiamo punti di vista diversi sui criteri  di trasparenza e legalità che dovrebbero contraddistinguere l’azione di una amministrazione comunale.

In nome di quale “ritrovata responsabilità” parlerebbe il segretario del PD non ci è dato sapere atteso che, nel suo gruppo, di senso di responsabilità non vi è alcuna traccia. Vi è traccia, invece, di evidenti atteggiamenti infantili, di improvvisazione e di ansia da prestazione che in qualche caso sfocia nella sbruffoneria,   tutte caratteristiche che recano nocumento alla stessa amministrazione, la cui  immagine risulta nottetempo già  logorata, circostanza che un accorto segretario politico di certo non dovrebbe ignorare.

È davvero singolare, inoltre, l’appello alla collaborazione che, evidentemente, è intesa a senso unico, visto che già nel primo consiglio comunale  sono stati contingentati i minuti degli interventi delle minoranze ed è stato perfino impedito di presentare mozioni e interrogazioni, in palese contrasto con la legge. Sappiamo bene che non “bisognerebbe parlare al conducente” ma se ci si accorge che l’autista “guida ubriaco” la legge ci impone di intervenire, e di fatti su cui intervenire ve ne sono già in abbondanza. Piuttosto, il segretario del PD, condanni la maniera irrispettosa (nei termini, forma, modi e contenuti), con cui si è inteso riscontrare le prime due interrogazioni perché per tanta spavalderia  noi ne abbiamo provato vergogna”.

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