Non solo concerto. Con il cantante romano Alex Britti, il protagonista della serata è stato il grande pubblico dell’Anfiteatro La Salsa stimato intorno alle 6 – 7 mila persone, stipate oltre che sugli spalti e sul piazzale, anche lungo le balconate e terrazze intorno allo spiazzo del rione Dirupo. Se è vero che le cose belle vanno vissute fino in fondo, il concerto è stata l’ultima “cosa bella”, la ciliegina sulla torta di questa indimenticabile quattro-giorni pisticcese, di metà agosto 2019, che ha fatto felice il gran popolo devoto al santo patrono della città (San Rocco) ed ha gratificato l’ottimo, fattivo Comitato Feste che anche quest’anno si è impegnato per fare le cose in grande.

Alessandro Britti, questo il vero nome del cantautore chitarrista romano, in circa un paio di ore di spettacolo si è fatto apprezzare dai tanti fan, non solo pisticcesi, regalando il meglio del suo ricco repertorio, iniziato intorno al 1985, ripercorrendo le tappe della sua fornitissima e apprezzata discografia. Un artista maturo e completo, che, sin dall’inizio, ha saputo scaldare la vastissima platea di quel suggestivo palcoscenico che ruota intorno all’anfiteatro La Salsa dell’antico e pittoresco rione Dirupo, una delle “Cento meraviglie della Italia da salvare”. Tantissimi i brani, vecchi e nuovi, tra cui “Milano”, una canzone a lui molto cara legata ai ricordi di una trentina di anni fa, quando, ha spiegato, le cose non andavano proprio bene e, con quello che si guadagnava, difficilmente si arrivava alla fine del mese”.

Britti ha raccontato della sua forzata emigrazione in Germania, Francia, e in altre nazioni, senza mai dimenticare le sue origini, per poi ritornare in Italia, proprio a Milano a cui dedicò il suo brano legato a quella città. In circa due ore, pop, blues, rock e jazz, con i brani suoi cavalli di battaglia che hanno caratterizzato la carriera, tra cui Oggi sono io, Una su un milione, Solo una volta, concludendo con la straordinaria Ho bisogno di te, cantata insieme al pubblico, coinvolto più che mai in un finale incandescente che ha trascinato la piazza, tutta in piedi e con le braccia alzate, a chiudere una serata davvero tutta da ricordare, con la voce di uno dei migliori talenti della musica italiana.

Michele Selvaggi

1 commento

  1. Sempre molto attento agli avvenimenti del luogo e semplice nel descriverne le sensazioni,bravo Michele complimenti

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