In una nicchia, a sinistra dell’altare principale, nella chiesa dei Santi Medici, a Bernalda, si custodisce l’originale dell’immagine di Padre Pio, che il 19 agosto 1994 lacrimò sangue, in un’abitazione privata di via Matteotti. Il fenomeno straordinario durò più di una giornata e fu personalmente riscontrato dal parroco dell’epoca don Mimì D’Elia, uno dei primi a recarsi sul posto per  verificare l’accaduto.
Il ritratto di Padre Pio era stato disegnato a matita dalla 19.enne Cinzia Zambrella un anno prima dell’accaduto ed era appeso al muro della sua cameretta. Almeno fino a quella mattina, quando l’attenzione della giovane fu colpita da grosse gocce di colore rosso che colavano dagli occhi dell’immagine del frate. Le analisi eseguite, in laboratori di fama internazionale, sia pontificie che italiane, confermarono che il liquido fuoriuscito corrispondeva a sangue umano. Il confronto del Dna con un campione ematico fornito dal convento di San Giovanni Rotondo escluse, però, l’identità con il sangue di Padre Pio. Inspiegabile, tuttavia, restava il fatto che le lacrime scaturite dal foglio di carta attraversassero il vetro che copriva il disegno.
Il quadretto è tuttora esposto in chiesa alla venerazione dei fedeli, con tutte le precauzioni tecniche che garantiscono la sicurezza e la conservazione di un documento tanto singolare. La Chiesa locale ha deciso di gestirlo con molta discrezione, per non ingenerare fanatismi o eccessi. Riconoscendo che si trattò di un fatto comunque eccezionale, da interpretare con l’ausilio della preghiera e della riflessione. L’immagine disegnata del Santo di Pietrelcina, immediatamente dopo il prodigioso evento, d’accordo con la famiglia dell’autrice, fu spostata dall’abitazione di via Matteotti, in cui era stata esposta, davanti al portone condominiale, e trasferita nella Sala Parrocchiale di “Mater Ecclesiae”. Solo dopo l’avvenuta beatificazione di Padre Pio, il disegno fu portato all’interno della Chiesa, dove è facilmente visibile, posizionato in un’apposita teca. A 25 anni dall’evento ci piace ricordare le parole di monsignor D’Elia che, intervistato dalla Gazzetta, sottolineò “la straordinarietà del fatto”, invitando, però, “a meditare e pregare, senza scantonare nella superstizione”. Mentre Cinzia Zambrella confermava: “la lacrimazione ha cambiato profondamente la mia vita e rinnovato la mia fede in Dio, nonché la devozione per San Pio”.

Angelo Morizzi

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