Lo Statuto comunale è una sorta di carta costituzionale dell’Ente locale. Quando c’è da scriverlo o emendarlo, il processo risulta lungo, a volte contrastato, sicuramente dialettico. E’ ciò che è successo nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Bernalda, in cui sono stati modificati alcuni capitoli o commi dello Statuto consiliare. Già ampiamente riveduto e corretto quattro anni fa. Ancora ad opera di un’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Tataranno. “Siamo intervenuti per dare maggiore efficienza alla vita amministrativa –  ha affermato la consigliera Enza Bonelli, presidente della Commisione preposta -. Anche per metterci in linea con le disposizioni vigenti”. Il consigliere di minoranza del gruppo “Scelta Comune”, Francesco Alagia, che si é visto bocciare alcuni emendamenti per vizio di forma, ha criticato “la modifica di un documento tanto importante senza la naturale gestazione o approfondimento. Quando invece avrebbe dovuto coinvolgere anche la comunità civile. Il fatto, poi, di tornare sullo Statuto, operando modifiche su parti già emendate nel 2015, costituisce un’ammissione di colpa per problematiche insorte”. Il sindaco Tataranno gli ha replicato asserendo, invece che, “al contrario, modificare uno Statuto a distanza di quattro anni è sinonimo di interesse e attenzione. Proprio come era stato fatto nel 2015, quando eravamo intervenuti per aggiornare un documento abbastanza datato. Quanto ai tempi di gestazione, è giusto che ci siano, purché si arrivi al parto”. A fargli eco la capogruppo di “Più Bernalda e Metaponto” Barbara Lombardi, che ha ricordato come “lo Statuto sia un documento in continua evoluzione e, quindi, aperto, nel tempo, anche alle osservazioni delle minoranze. Le quali, comunque, anche in questa fase, sono state preventivamente interpellate”.

Tra le modifiche più importanti, la possibilità di deleghe non retribuite per i consiglieri non assessori; la figura del vice presidente del Consiglio comunale, anch’esso non retribuito; il riconoscimento delle pari opportunità e della pari dignità sociale, anche per single, coppie di fatto, minoranze etniche, linguistiche e religiose;  la condanna di tutte le organizzazioni neo fasciste, xenofobe e omofobe; la valorizzazione della figura di Pitagora come bene di valore collettivo; il Consiglio comunale dei Ragazzi; lo sviluppo economico sostenibile; i rimborsi, solo per le spese di viaggio istituzionale, agli amministratori.

Angelo Morizzi

Commenta l'articolo