L’aggiunta di un quinto assessore e di un quinto comparto dirigenziale, con tanto di caposettore, da parte del sindaco di Bernalda Domenico Tataranno, non piace alle opposizioni; che gridano allo scandalo e allo sperpero di risorse pubbliche. La capogruppo consiliare di “Scelta Comune” Titti Pizzolla chiede di conoscere, nel dettaglio, a quanto ammontino le spese complessive per nuovo assessore e dirigente, visto che il primo cittadino ci ha detto che una volta usciti dal dissesto ci si poteva permettere di alzare il margine di spesa, rispetto a prima”.

Rispondendo a Pizzolla, l’assessore al Bilancio Domenico Calabrese ha chiarito che “l’aggiunta di un nuovo caposettore viene incontro a un’opera di ristrutturazione del sistema interno comunale. Condizionata dal fatto che nel triennio 2018-2021, il Comune di Bernalda, causa pensionamenti, vedrà svuotata la platea di risorse umane. Anche se “Quota 100” ci consentirà di utilizzare una sorta di turn over immediato, a differenza del pensionamento per anzianità, che ammette il passaggio di testimone dall’anno successivo. La spesa del personale, perciò, resterà nei limiti stabiliti dalla legge. Non ci sarà alcun aggravio di spesa – ha precisato Calabrese -. Anzi, la nostra pianta organica risulta ancora vacante di ben cinque professionalità. Attualmente possiamo contare su 78 dipendenti, a cui dovremo sottrarre almeno 12 pensionamenti, se non oltre. Faremo, comunque, nuove assunzioni, attingemdo da graduatorie già attive, o attraverso concorsi pubblici. Il nuovo settore rafforzerà la lotta all’evasione e all’elusione fiscale, ma non solo”. Un discorso che non convince il consigliere di minoranza Francesco Alagia, secondo cui “il nuovo inserimento dirigenziale, di fatto, aggraverà, con la sua istituzione, la macchina amministrativa, appesantendola, piuttosto che snellirla. Secondo una semplice formula aritmetica. Visto che saranno inseriti nuovi uffici e per ogni posizione amministrativa avremo bisogno di figure specifiche che mancano”. Il sindaco Tataranno, invece, afferma: “L’istituzione di un quinto settore è comunque in economia, rispetto a cinque anni fa. Quando ci siamo insediati, infatti, i settori dirigenziali erano ben sei più il Corpo di Polizia Municipale. Adesso, però, diminuendo le risorse umane, occorre una nuova organizzazione. Non si creeranno nuovi uffici, che resteranno sostanzialmente gli stessi, ma saranno riveduti e di garanzia.

Con il quinto dirigente capo settore incentiveremo la lotta all’evasione, su cui abbiamo ottenuto già grossi successi negli ultimi anni. Abbiamo reintegrato in organico – aggiunge Tataranno – una figura altamente specializzata nel settore tributi, che intendiamo valorizzare giuridicamente, affidandogli la questione più spinosa. Aumentando i settori, la complessità dovrebbe diminuire. Perciò l’indennità massima prevista dalla Legge non sarà raggiunta. Abbiamo chiuso il dissesto dopo 25 anni e sappiamo bene come operare. Ripetteremo anche stavolta le griglie economiche previste”. Titti Pizzolla, dall’opposizione, si chiede sarcastica: “Se andava bene l’esistente – dice – che senso ha creare un nuovo caposettore? Magari serve solo per incentivarne la carriera?”.

Angelo Morizzi

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