Cambio di guardia sulla panchina degli Old Boys Bernalda futsal, che giocheranno il prossimo campionato regionale di serie C2. Angelo Marchitelli, alla cui guida il team di Bernalda ha sfiorato la promozione in C1 e conquistato la finale regionale di Coppa Batta, ha scelto nuove strade, provando a cimentarsi con il calcio a 11. La società bernaldese, intanto, ha già deciso il suo sostituto, optando per una soluzione interna. Sarà il veterano Giuseppe Scarnato a sedere in panchina nella stagione 2019-20, coadiuvato, per quanto riguarda la parte atletica, dallo storico capitano Fabrizio Scvardillo. Al momento il mercato in entrata è ancora fermo, perdurando l’assenza di sponsor che diano linfa economica al sodalizio presieduto di Pietro Carella. Il quale ha riconfermato, nel frattempo, la squadra della scorsa annata agonistica, che vedrà tra i pali il promettente Alessandro De Pizzo, sostenuto dall’esperto Davide Crucinio. In campo, invece, davanti alla porta, giocheranno Damiano Malvasi, Fabrizio Scardillo, Roberto Mianulli, Cosimo Barnabà, Dino Braico, Nunzio Eletto, Pietro Paradiso, Kevin Braico, Mario Dimonte, Donato Gallitelli, Flavio Mecchi, il giocatore allenatore Giuseppe Scarnato e, naturalmente, il presidente goleador Pietro Carella.

Il quale afferma: “Al momento siamo senza fondi e sponsorizzazioni. Rimaniamo tuittavia fiduciosi che qualcuno possa sostenerci, per farci proseguire in questa straordinaria passione, che lega tantissimi amici. Anche senza rinforzi costituiamo un roster di tutto rispetto. E’ naturale che se acquisiremo gli adeguati sostegni, morali e materiali, prepareremo una C2 di assoluto livello, confermando le ambizioni di promozione che abbiamo cullato l’anno scorso, cercando di fare bene anche nel percorso di Coppa Batta.  Trofeo che abbiamo sfiorato nella passata edizione, perdendo, con tanta sfortuna, la gara finale”. Una cosa è certa, gli Old Boys Bernalda saranno comunque presenti all’avvio del prossimo torneo di C2, calamitando l’attenzione e l’entusiasmo dei suoi tanti tifosi.

Angelo Morizzi

Commenta l'articolo