Un atteggiamento reazionario. Lo avrebbero assunto il sindaco di Montescaglioso, Vincenzo Zito, e la sua Giunta, in merito al forno crematorio. Almeno a giudizio del consigliere comunale del M5S, Giuseppe Ditaranto, per il quale la struttura sarà “realizzata tramite il metodo della finanza di progetto, ossia, senza oneri economici per l’ente pubblico, ma con molti, reali, rischi per la salute dei cittadini. L’imprudente provvedimento non ha visto un opportuno coinvolgimento delle altre forze politiche in Consiglio comunale che, piaccia o no, insieme rappresentano la maggioranza della popolazione. montese, Non solo: non è stato nemmeno preceduto da una doverosa e preventiva informazione verso l’intera collettività al fine di arrivare ad una condivisa soluzione. Nella delibera non c’è neanche traccia di una precauzionale valutazione del tanto decantato Osservatorio Ambientale Comunale che, evidentemente, sarà̀ stato ritenuto, proprio dagli stessi amministratori che l’hanno istituito, non degno e non all’altezza di esprimere un qualificato parere. Non risulta neppure siano state considerate e valutate altre tecnologie ecosostenibili: cremazione a freddo. La saggia idea di aggiungere a quello idrogeologico un altro grave rischio ambientale diminuirà ancora di più l’attrattività del nostro paese, visibilmente già molto provato dai bassi livelli occupazionali, dalla crisi del commercio e dal conseguente esodo dei nostri giovani concittadini”.

Ma c’è di più, secondo Ditaranto. “Il sindaco, mentre da un lato chiede la chiusura del cementificio di Matera, dall’altra, si attiva per l’apertura di una nuova fonte di inquinamento da ubicare nel centro abitato. Il progetto preliminare del tempio della cremazione puntualizza che il Comune incasserà 31mila euro all’anno, più il 5,5 per cento di ogni cremazione, il cui costo si aggira intorno alle 600 euro, con possibilità di aggiungere anche una tassa d’ingresso di 50 euro per ogni salma proveniente da altri comuni. Queste modestissime cifre porteranno ossigeno alle dissestate finanze comunali, ma potranno mai bilanciare l’alto rischio socio-ambientale? I progettisti preavvisano che già nel primo anno si raggiungerà il numero di 700 cremazioni con successivi significativi incrementi annui. Montescaglioso diverrà un crocevia di salme da incenerire. Mi chiedo se una piccola comunità potrà mai reggere, per 25 anni di concessione, ad un simile ingente avvelenamento dell’aria e del suolo. Invito e sollecito il sindaco a revocare la delibera e a non procedere alla stipula del contratto”.

IL PARERE DI AREA MODERATA

Una pietra tombale sul nostro futuro. Così il coordinamento di “Area Moderata” ha commentato la scelta di realizzare il forno crematorio a Montescaglioso, definita “del tutto non condivisibile perché, a dispetto delle opinabili rassicurazioni, l’impatto ambientale non è affatto trascurabile. Basta leggere alcuni studi pubblicati anche da soggetti pubblici per rendersi conto dei notevoli rischi connessi a tali inceneritori. La realizzazione dell’opera è avvolta dagli stessi dubbi che spinsero nel marzo 2015 i capigruppo di minoranza, Rocco Ditaranto, Vincenzo Zito e Pietro Buonsanti, nel precedente Consiglio comunale a diramare un comunicato sulla realizzazione del pirogassificatore di Bernalda. Cosa è cambiato rispetto ad allora, se non la collocazione dell’inceneritore nel nostro territorio?”.

Piero Miolla

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