Il ghetto la Felandina di Metaponto avrebbe i giorni contati. E’ quanto emerso dalla seduta dell’ultimo Consiglio comunale di Bernalda, dove in coda alla riunione, su interrogazione della minoranza consiliare “Scelta Comune”, il sindaco Domenico Tataranno ha fatto il punto della situazione, aggiornandola in base agli ultimi eventi. “Nonostante la mia ordinanza del 17 maggio 2019, notificata il 4 giugno in Prefettura, durante il Comitato tecnico Interforze – ha riferito il primo cittadino bernaldese – non era possibile organizzare l’azione di sgombero, perché bisognava individuare chi fosse il titolare di quell’area, industrialmente dismessa, da molti anni sotto sequestro per i noti fatti giudiziari. Ebbene, il 27 giugno – ha svelato Tataranno – con una nota, l’Agenzia del Demanio si è assunta, finalmente, la competenza sull’area, sia pur a distanza di un anno dalla prima richiesta fatta per individuarne il proprietario. Oggi, pertanto, siamo nella condizione di poter procedere allo sgombero, potendolo organizzare anche da un punto di vista tecnico ed economico. L’8 luglio scorso lo stesso Demanio, durante un’apposita riunione, ha assicurato che metterà in sicurezza quei luoghi a proprie spese, una volta che dalla sede di Roma verrà stanziato il finanziamento. In pratica – ha spiegato il sindaco di Bernalda – dovranno provvedere a rendere inaccessibile quel sito anche in seguito allo sgombero che sarà effettuato dalle forze dell’ordine”.

Quanto alla richiesta di Francesco Alagia (Scelta Comune), di far arrivare provvisoriamente, per scongiurare l’emergenza sanitaria, delle forniture di acqua al campo abusivo, in attesa dello sgombero, Tataranno ha risposto: “Portare acqua in quel luogo sarebbe sacrosanto dal punto di vista umano, ma al contempo, significherebbe favoreggiamento a un’occupazione abusiva. L’idea di infrastrutturare di rete idrica quelle zone, pertanto, non era e non è perseguibile. Così come la possibilità di una raccolta rifiuti, visto che chi vi soggiorna non paga la Tari. La bonifica verrà eseguita coi fondi demaniali, naturalmente con la piena collaborazione del Comune di Bernalda. Gli stessi “Medici senza frontiere” , a cui ci siamo rivolti, per poter entrare nel campo hanno avuto bisogno di una convenzione con l’Asm di Matera, da noi promossa, perché potessero espletare il loro servizio. Così come si sono prodigate altre associazioni no profit”.

Non è stata resa nota la data precisa dello sgombero a La Felandina. Qualcuno, però, ipotizza un intervento entro il mese di settembre. Il sindaco Domenico Tataranno ha spiegato che “l’occupazione abusiva di quell’area si è protratta tanto a lungo a causa delle vicende processuali che hanno interessato un progetto industriale truffaldino, che ha prodotto un danno erariale per lo Stato, quantificato da una sentenza del 2015, in 14 milioni 220 mila euro. Qualunque intervento successivo fosse stato effettuato su quel sito, sarebbe stato considerato illegale. Mentre – ha concluso – le precedenti ordinanze di sgombero da me firmate, su Metaponto, per liberare gli ex opifici occupati Montubi e Pizzolla e  l’area sottostante il cavalcaferrovia, essendoci dei proprietari, hanno avuto un’applicazione praticamente immediata”.

Angelo Morizzi

Commenta l'articolo