Dopo il chiacchierato sgombero, proseguono le opere di bonifica dell’ex ghetto de la Felandina. Al suo interno, infatti, reparti dell’Esercito, con l’ausilio di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale di Bernalda, stanno completando le operazioni di demolizione delle baracche abusive, create nel ghetto. L’Agenzia regionale del Demanio, proprietaria di quell’area, successivamente, effettuerà interventi per la definitiva messa in sicurezza dei capannoni che fungevano da ricovero provvisorio, in uno dei quali, come si ricorderà, in un tragico incendio, provocato dall’esplosione di una bombola di gas, perse la vita una giovane mamma nigeriana di 28 anni, Eris Petty Stone, ancora in attesa di tumulazione, per ritardi di approccio burocratico con l’ambasciata nigeriana. Intanto sono stati forniti i primi numeri ufficiali dell’imponente operazione.

Il prefetto di Matera, Demetrio Martino, che sta seguendo le operazioni, ha reso noto che “sono stati 47 i braccianti extracomunitari sistemati presso i Cas, i Centri di accoglienza straordinari territoriali e 16 quelli che hanno fruito di un biglietto di viaggio per raggiungere altre località. Tutti gli altri, la maggior parte, hanno scelto, invece, soluzioni diverse, dopo le attività di sgombero dei cinque capannoni dell’ex area industriale abbandonata”. Lo sguardo, tuttavia, è già proiettato in prospettiva, per evitare o, almeno limitare, nel prossimo futuro, simili emergenze abitative, con relativo sfruttamento della manodopera bracciantile. Il Prefetto ha spiegato di essersi “attivato con la Regione Basilicata per la convocazione del tavolo anticaporalato, a cui parteciperanno le due Prefetture, le associazioni imprenditoriali e sindacali, ma anche i sindaci del Metapontino e dei territori interessati, per mettere a punto iniziative coordinate di gestione dei flussi di manodopera in agricoltura. L’incontro sarà propedeutico, anche in base anche alla disponibilità di risorse, per l’attivazione di protocolli di intesa territoriali”. La comunicazione da parte della Prefettura è arrivata telefonicamente a Gianni Fabbris, referente del Forum “Terre di dignità” durante l’assemblea operativa di Bernalda.

Intanto Cgil, Cisl e Uil, a firma dei rispettivi segretari provinciali Eustachio Nicoletti, Giuseppe Amatulli e Franco Coppola, esprimono “preoccupazioni e sgomento sullo  sgombero dei migranti, avvenuto senza avere predisposto accettabili e adeguate soluzioni di accoglienze come richiesto dalle forze sociali nei diversi incontri interforze. Nonostante le risorse finanziarie disponibili nell’ambito del Progetto “Supreme-Più”, per rispondere alle esigenze dei lavoratori immigrati presenti nell’area del Metapontino, che da oltre un decennio occupano abusivamente i fabbricati siti a Metaponto, punto nodale per l’offerta lavoro alla manodopera straniera. Lo sgombero palesa la contraddizione di scacciare i lavoratori proprio mentre li si ricerca per i lavori agricoli”.  Cgil, Cisl e Uil, quindi,  annunciano “azioni legali a favore dei migranti e per dare assistenza ai familiari della donna deceduta in drammatiche situazioni”.

Angelo Morizzi

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