Cinque punti per affrontare degnamente la questione La Felandina. Per dare risposte all’altezza della civiltà e della storia delle comunità lucane. Li ha presentati a Matera, a istituzioni e cittadini, il “Forum delle Terre di Dignità” nel corso di una manifestazione che è stata anche l’occasione per lanciare l’appello a scendere in piazza e a partecipare alla manifestazione in programma il 26 agosto.

Il Forum, in primis, ha chiesto che la “Regione Basilicata renda immediatamente disponibili per la provincia di Matera i fondi messi a disposizione dell’Ue per l’accoglienza, in modo da dare una prima risposta civile. In secondo luogo “la Prefettura di Matera indichi con chiarezza quale è la proposta per evacuare la barbarie de La Felandina, anche dando ascolto alle persone che ci vivono, riunite in comitato, prima di effettuare lo sgombero nei tempi. Tutto questo per far sì i braccianti possano ottenere il salario che spetta loro per le attività in corso, ma anche per dare loro un’alternativa dignitosa, anche temporanea, per evitare che si riformino inevitabilmente accampamenti di fortuna e garantendo il diritto alla salute, all’informazione e alla cittadinanza. Terza richiesta: “Si componga presso la Regione un tavolo permanente con il pieno coinvolgimento dei Comuni, delle forze sociali e sindacali e del volontariato civile impegnato per affrontare il tema del superamento dei ghetti. Inoltre, “si realizzi un piano organico per gestire le campagne di raccolta” e, ultimo punto, si “realizzino misure regionali per garantire, con l’attuazione delle norme sui diritti del lavoro e contro il caporalato, il pieno diritto delle imprese agricole a realizzare reddito assicurando servizi e il rispetto del prezzo minimo al campo intervenendo sulla speculazione commerciale e finanziaria”.

L’obiettivo, ha spiegato il leader di Altragricoltura, Gianni Fabbris, è che, “muovendo dall’urgenza di scongiurare l’ennesimo fallimento delle istituzioni su La Felandina, si affronti la questione dei lavoratori braccianti del Metapontino fuori dai tavoli dell’ordine pubblico per dare risposte nell’interesse di cittadini, lavoratori e agricoltori del territorio. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche alcuni dei componenti il “Comitato Braccianti della Felandina”, tra i quali Yvan Sagnet presidente dell’associazione “NoCap” e lo stesso Fabbris, di Altragricoltura per il Forum delle Terre di Dignità.

Al termine, una delegazione ha incontrato in prefettura il capo di gabinetto, Luciana Gai, alla quale è stato consegnato il documento e il programma della manifestazione del 26 agosto e, soprattutto, chiesto di “sospendere le procedure di sgombero de La Felandina per il tempo strettamente necessario a dare risposte per evitare che si creino situazioni di danno ai lavoratori, molti dei quali devono ancora percepire il salario per il lavoro che stanno facendo. Altri, invece, regolarmente ingaggiati e al lavoro, potrebbero essere licenziati perdendo il diritto al soggiorno, se non possono dimostrare di avere una residenza”. Al capo di gabinetto, altresì, la delegazione ha prospettato una serie di soluzioni che potrebbero essere “attivate anche nel giro di poche settimane per ospitare circa 220 persone, se solo ci fosse la volontà di affrontare le questioni alla radice invece che riprodurre ancora una volta nuovi campi illegali da qualche altra parte del Metapontino”. Alla Gai la delegazione ha sottolineato come ci siano “strumenti e risorse che, però, in questi anni in provincia di Matera non sono stati messi in campo. In caso contrario avrebbero dato al territorio la possibilità di affrontare la situazione in maniera corretta. Al capo di gabinetto abbiamo ricordato come siano inevase in provincia di Matera le norme sull’agricoltura di qualità che accompagnano le misure contro il caporalato, che avrebbero permesso di gestire adeguatamente il tema dei servizi e dell’accoglienza. Il ghetto de La Felandina non è certo un’emergenza improvvisa, dal momento che sono oltre 10 anni che il fenomeno dei campi dei migranti in occasione delle campagne di raccolta si manifesta: le istituzioni non possono girare la testa dall’altra parte né lavarsi la coscienza continuando a rispondere in termini di sgomberi, senza dare soluzioni e lasciando gli agricoltori e i cittadini del territorio soli di fronte ai problemi”.

Presentato, infine, il programma della manifestazione del 26 agosto, che muoverà da La Felandina per arrivare a Serramarina, dove si terrà l’assemblea. “In quella occasione verrà adottato un ulteriore documento che verrà consegnato al prefetto per essere inoltrato alla Regione con la richiesta di farsi parte diligente con una risposta che unisca gli interessi degli agricoltori a quelli di braccianti e cittadini”. Infine, convocate per questa sera due riunioni: una alle 18 fra le associazioni aderenti al Forum, l’altra nel ghetto de La Felandina con i braccianti

Piero Miolla

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