“Un avvocatucchio prestato alla politica, non certo uno statista”. Volano gli stracci tra ex contraenti di governo. Così, infatti, il commissario regionale della Lega, l’on. Marzio Liuni, ha definito il premier Giuseppe Conte all’indomani delle dichiarazioni rese da questi al Senato.

“Il discorso di Conte? Incomprensibile – ha chiosato Liuni -. L’unica scusante è che il premier non è un politico ma un avvocatucchio prestato alla politica e l’ha dimostrato ieri facendo un discorso acido. Sembrava un amante tradito. La politica è un’altra cosa. Una forza politica legittimamente può chiedere di andare al confronto o al voto, e, se Matteo Salvini e la Lega hanno chiesto questo, c’è un motivo. Se fosse stato tutto semplice e lineare come ci ha raccontato Conte, non saremmo arrivati a questo punto”.

A conferma della sua tesi, Liuni ha citato il caso dell’autonomia differenziata.

“E’ stata una presa in giro: è un anno che ci hanno preso per il naso perché non volevano le autonomie, nonostante fossero parte integrante del contratto di governo. E che dire della barzelletta della Tav? Un anno e mezzo per andare poi a confermare che la Tav si sarebbe fatta. Tutto questo tira e molla ha fatto perdere un sacco di tempo e un sacco di soldi e lavoro. La realtà dei fatti è che ogni scelta, ogni provvedimento, invece di essere discusso seriamente e in tempi rapidi aveva tempi lunghi di gestazione, Poi, un’altra cosa: noi abbiamo anche portato avanti il reddito di cittadinanza, pur non essendo d’accordo nè sui navigator, una barzelletta, e neanche sulle modalità. Però lo abbiamo fatto per coerenza con il contratto di governo, mentre sui punti cari alla Lega ci sono state discussioni infinite che non hanno portato a nulla. Adesso bisognerebbe pensare a fare una legge finanziaria con la riduzione delle tasse, ma questi mi pare abbiano altre idee. Un’altra barzelletta è quella del salario minimo garantito. Mi chiedo come si fa licenziare un provvedimento del genere se prima non si abbassano i costi del lavoro alle aziende. Come si fa a fare manovre di questo tipo? Conte, secondo me, ha rappresentato una verità che non c’è, altrimenti non saremmo mai arrivati alla crisi”.

Gravissima, per Liuni, l’accusa di Conte a Salvini di aver “aperto la crisi per interessi personali: il premier ci dica quali sarebbero questi interessi personali”.

Un giudizio sugli ormai ex contraenti di governo.

“Come in tutte le compagini ho trovato colleghi con idee molto chiare su cosa fare e altri, invece, con schemi mentali piuttosto chiusi. Da qui, pertanto, le difficoltà di governare insieme. Se posso fare un esempio, in Commissione Agricoltura abbiamo lavorato benissimo con i colleghi del M5S, ragionando insieme sui temi e arrivando alla soluzione senza problemi. Diversamente, tra gli esponenti di governo del M5S molti non avevano voglia di ragionare ed erano scogli insormontabili”.

A suo giudizio, quindi, le responsabilità del naufragio del governo sono tutte in capo al M5S? La Lega ne è immune?

“Per carità, come quando finisce un matrimonio gli errori ci sono stati da ambo le parti, è ovvio. Però secondo me non saremmo mai arrivati a questo punto se ci fosse stata una visione comune sui temi e sulle prospettive future. Ad esempio: andiamo a fare una finanziaria pensando di vivacchiare perché l’Europa ci ha detto di non spendere un euro? Per noi l’Europa dovrebbe essere una “scatola comune” per governare insieme il continente e fare il bene dei cittadini europei, mentre mi pare che, come conferma anche il caso Grecia, quello che è accaduto negli anni scorsi non è stato proprio questo”.

Secondo lei si va al voto, oppure si riesce a formare un nuovo Governo?

“Direi 50 e 50 perché vedo in salita l’impresa di formare un nuovo governo in quanto il Pd farà tutta una serie di richieste e, conoscendo gli amici del M5S, difficilmente cederanno. Molto probabilmente il Pd non vorrà un Conte-bis, vorrà mettere il becco sui nomi dei ministri e, ad esempio, sarà difficile che Toninelli e Grillo tornino a fare i ministri con il Pd. Credo ci siano tanti scogli da superare, per cui non la vedo una questione facile. Direi che l’unica cosa che tiene insieme i due gruppi è la paura di andare al voto”.

Concludendo, non è che Matteo Salvini ha sbagliato i tempi della crisi? Forse andava aperta dopo le elezioni europee.

“Questa è la dimostrazione che noi non corriamo dietro al momento a noi così favorevole. Abbiamo provato fino alla fino a portare avanti questo Governo. Abbiamo ritenuto che non ci fossero più le condizioni. Chiudo ricordando che è stato il M5S a sfiduciare Conte: lo ha fatto votando no alla Tav. La verità è che questi sono degli incapaci e, quando metti degli incapaci a governare, questi sono i risultati”.

L’obiezione, però, è semplice. Vale tanto per Conte, quanto per il M5S e per la Lega: adesso tutti criticano gli ex contraenti di governo. Possibile che nessuno se ne sia accorto prima?

Piero Miolla

Commenta l'articolo