Il forno crematorio della discordia. La previsione dell’Amministrazione comunale di Montescaglioso, che ha approvato con la delibera 17-19 la realizzazione nel cimitero comunale di un forno crematorio ha determinato la reazione del gruppo consiliare “Monte in Testa”. Che, attraverso i consiglieri comunali Rosa Anna Cifarelli, Gianna Racamato, Raffaele Rizzi e Pina Venezia ha chiesto “di sospendere quanto prima la procedura in corso e convocare con estrema urgenza un Consiglio comunale aperto per ascoltare la voce dei cittadini, perché tante sono le domande da rivolgere agli amministratori sui motivi della scelta, e alla società che ha proposto l’impianto sul perché proprio a Montescaglioso. Se non è prevista la condivisione per azioni amministrative così importanti, almeno chiediamo la conoscenza approfondita degli atti a corredo del progetto. I cittadini meritano di sapere, anche attraverso incontri pubblici, i potenziali rischi per la salute a cui saranno esposti, quali saranno i sistemi di abbattimento dei fumi previsti, le caratteristiche tecnico-sanitarie dell’impianto, i sistemi di tutela dell’aria dagli inquinanti, l’impatto urbanistico che ne deriva, quante cremazioni all’anno si prevedono. Il sindaco e la sua Giunta non sono i padroni della città e scelte importanti e opinabili come quella della realizzazione di un tempio crematorio meritano un approfondimento specifico”.

Immediata la risposta del sindaco, Vincenzo Zito. “Il gruppo Monte in Testa ha chiesto di interrompere l’iter per la realizzazione del tempio della cremazione a distanza di 4 mesi dalla sua approvazione e dopo la conclusione delle procedure di gara con la relativa aggiudicazione. Un atteggiamento alquanto bizzarro, soprattutto se si considera che nello stesso giorno di pubblicazione della lettera, hanno chiesto gli atti. Se non hanno ancora il progetto, come fanno ad essere preoccupati, a definire impattante sotto tutti i punti di vista l’opera, tanto da chiederne la sospensione? La minoranza parla con superficialità, per sentito dire o su segnalazione di qualche suggeritore che ha interesse solo a rallentare la crescita per rendere futuribile la nostra Montescaglioso. Alcune volte, e questo sembra il caso, sorge anche un dubbio: il tempio della cremazione, che rende un nuovo servizio, va ad incidere negativamente su nicchie di interessi privati, blindate da decenni? L’investimento è a totale carico di privati: l’opera verrà realizzata in project financing, per un investimento di circa un milione e mezzo di euro. Il Comune, oltre a non spendere un centesimo, incasserà 31mila euro annui di canone fisso ed una percentuale del 5,5% sulla tariffa di ogni cremazione. Il Tempio dei Sassi, questo è il suo nome, prevede circa 700 cremazioni l’anno, tenuto conto del bacino di utenza, ed è una grande opportunità per la città di arrivare prima di altri nel rendere un servizio che è in crescita costante in Italia. Circa il 20% dei cittadini già oggi sceglie la cremazione, con un trend in forte crescita. La cremazione, in tempi di crisi economica, assume anche un valore sociale, tenuto conto che costa circa 600, rispetto ad una tumulazione tradizionale che, come sappiamo, necessita di un investimento cospicuo di diverse migliaia di euro”.

Piero Miolla

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