Che fine hanno fatto i fondi per i lavori di sistemazione e messa in sicurezza definitiva del rione Marco Scerra, a Pisticci? Il Comune basentano era stato destinatario di una somma di quasi 5 milioni di euro (4,8, per la precisione), che, ad oggi, sembrano essere svaniti nel nulla. Abbiamo chiesto all’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Salvatore De Angelis perché, sul tema, di fatto non si muove più niente ormai da qualche anno.

“Per quanto riguarda i finanziamenti per il rione Scerra, parliamo di una somma di 4.8 milioni di euro, la Regione Basilicata ha praticamente perso i fondi dei progetti Rendis perché non ha potuto stipulare il mutuo Bei (Banca europea per gli investimenti, ndr) da 92 milioni di euro. Lo Stato ha erogato una prima tranche di fondi per il dissesto idrogeologico, ma ne sono previsti altri con i quali dovrebbero finanziare i progetti in ordine di graduatoria. Ricordo che nella graduatoria regionale delle opere da finanziare, perché colpite da dissesto idrogeologico, quello relativo a Marco Scerra è al diciassettesimo posto”.

Ciò posto, cosa sta facendo Palazzo Giannantonio per accelerare l’arrivo dei fondi o, comunque, risolvere il problema in altro modo?

“Stiamo interloquendo con il Commissario per il dissesto idrogeologico – ha reso noto De Angelis – anche in accordo con alcuni dei parlamentari lucani. Posso assicurare che seguiamo da vicino la vicenda affinché le risorse possano essere sbloccate quanto prima per procedere al consolidamento del nostro abitato”, ha concluso l’esponente dell’esecutivo grillino che governa Pisticci dal 2016.

La notte tre il 3 e il 4 agosto del 2014, va ricordato, un’infiltrazione di acqua determinata, molto probabilmente dalla rottura di una conduttura dell’acqua potabile, determinò un crollo in alcune case di via Ferrari e via Fanfani, nel rione Scerra, appunto, a Pisticci. I crolli strutturali fortunatamente non coinvolsero persone, ma solo cose, interessando perlopiù volte e parte di muri perimetrali. Il sindaco dell’epoca, Vito Di Trani, emise 27 ordinanze di sgombero e 5 famiglie furono costrette ad abbandonare, temporaneamente, le proprie case. I provvedimenti riguardarono immobili siti nelle vie Di Giulio, Duilio, Ferrari e Fanfani: in larga misura, si trattò di vani adibiti a deposito e garage. La zona è attigua a quella nella quale è ubicata la chiesa di San Rocco che da qualche anno, ormai, è chiusa per problemi strutturali, a conferma che nelle due zone qualche problema statico c’è e andrebbe eliminato o, comunque, “curato”.

Piero Miolla

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