Di seguito una nota del consigliere comunale di Tricarico, Antonio Melfi, leader di Cristianamente Riprendiamo a Dialogare, sulla visita di Salvini in Basilicata

“Condividere l’atto del lancio della bottiglia di acqua contro Salvini a Policoro, significherebbe dare possibilità allo pseudo politico di ergersi a vittima di manifestazioni persecutori. Gridargli in faccia le note di bella ciao rafforza la manifestazione di volontà del popolo lucano di gridare contro chiunque manipola presupposti a proprio piacimento per indebolire la democrazia nel nostro paese. Certo vedere il sindaco di Policoro, non crediamo di sbagliare, militante nelle file del P. D., con tanto di fascia, accogliere ed accompagnare, su un palco improvvisato in uno stabilimento balneare, non in un luogo istituzionale come il Municipio, il “capo” di un partito, inventore di veicolazioni di messaggi di devastazione politica, é veramente deludente. E non si dica che il Salvini è in visita a Policoro come Ministro dell’Interno, dal momento che il Beach Tour non rientra affatto nelle funzioni di un ministro. Certo, tutto l’apparato che accompagna Salini in questa vacanza itinerante, è a carico del Viminale, quindi di tutti noi italiani, anche in termini di esborso per pagare viaggi, pranzo, cene e pernottamenti. La scampagnata a Policoro, conclusasi con un tuffo nel mare di quella terra che ancora oggi Salvini ritiene terra di terroni scansafatiche, non può configurarsi come visita istituzionale: altra cosa sarebbe stata incontrare il sindaco di Bernalda per la tragedia accaduta solo pochi giorni fa nel “ghetto” dell’ex Felandina, o presiedere un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per preservare un territorio spesso soggetto al controllo della malavita organizzata. Ma questo personaggio che si è augurato di tornare a Policoro da premier, e di governare l’Italia per 10 anni (vuole  “pieni poteri” ma per fortuna, per ora, ci risparmia il nefasto presagio di un nuovo ventennio), si felicita di fare selfie in quantità con il codazzo di politici locali. Allora per una volta questo popolo di Basilicata che si è glorificato di insigni politici, ritrovi forza e intelligenza politica nel respingere provocazioni antidemocratiche e strumentali comportamenti di predicazione di avanzamento economico, in una terra martoriata dalla disoccupazione, dallo spopolamento, dal dilagante diffondersi di malattie forse determinate anche da un cattivo uso delle risorse del sottosuolo e dalla gestione dei rifiuti”.

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