Matera 2019, non c’è ancora l’auspicato salto di qualità nel settore dei trasporti e, in particolare, dell’interscambio ferro-gomma. A sostenerlo è Nicola Pavese, presidente dell’associazione “Matera Ferrovia Nazionale”, il quale in una nota ha ricordato che “Ferragosto ha fatto registrare un notevole movimento nella stazione di Ferrandina – Scalo Matera, confermando che non sono pochi i viaggiatori provenienti dal Centro-Nord che utilizzano la dorsale tirrenica e appenninico-lucana per raggiungere la Città dei Sassi e il Materano. Questi vacanzieri, all’interno del Bascalo Cafè, hanno avuto modo di accedere allo spazio allestito dalla Fondazione Matera 2019 per distribuire gadgets e materiale pubblicitario e informativo riguardante le iniziative in corso nella Capitale europea della Cultura. Ai turisti si sono aggiunti tanti Materani e corregionali ritornati nei paesi di origine per un periodo di vacanza”.

Il nodo, però, è questo: pur a fronte di questo corposo aumento di frequentatori dello scalo basentano, “a causa dell’interscambio ferro-gomma non ancora efficiente sono state molte le persone giunte in stazione con mezzi propri, oltre che da centri limitrofi, da Pomarico a Miglionico, passando per Pisticci Stigliano, San Mauro Forte, Salandra, Tursi, anche da Roccanova, Senise e Santarcangelo. Tutti con l’intento di prelevare parenti ed amici arrivati con i treni delle lunghe percorrenze. I dirigenti dell’associazione Matera Ferrovia Nazionale sono stati spesso presenti nella stazione ferrandinese per monitorare l’arrivo e le partenze dei viaggiatori, l’andamento e il gradimento dei treni e segnalare gli eventuali disservizi e carenze”. A fronte di questo monitoraggio, Pavese ha reso noto che particolarmente utilizzati sono stati “il Frecciarossa per Milano, in partenza alle 6,45 con ritorno dalla metropoli meneghina alle 23,03, così come gli Intercity delle 9,04 e delle 14,58 per Roma Termini, con ritorno a Ferrandina alle 11,51 e alle 20,54. I turisti, però, hanno utilizzato anche i treni per Napoli delle 11,15, con ritorno dal capoluogo partenopeo alle 19,37. Treni, questi ultimi, che consentono, una volta giunti a Salerno o a Napoli, di salire sui Frecciarossa o su Italo per raggiungere in tempi brevi e con non pochi comfort a bordo le diverse città servite dall’alta velocità o fare il percorso inverso per venire in Basilicata”.

Morale della favola? Pavese ritiene, peraltro giustamente, che “almeno questi treni dovrebbero trovare puntuale e immediata coincidenza con Matera. Purtroppo, in piena stagione turistica, permangono diversi disservizi ben noti e non ancora risolti dalla Provincia e dal Comune Materano. Nonostante l’utilizzo di risorse pubbliche destinate ai collegamenti su gomma da e per la Città dei Sassi, non sono mancati disagi sia per le lunghe attese dei bus, che per la mancanza di orari nel piazzale della stazione di Ferrandina-Scalo Matera. La Capitale Europea della Cultura 2019, in quanto a trasporto pubblico e accessibilità, ha molto da migliorare se vuole dare anche in futuro continuità al rilevante fenomeno turistico”. In conclusione, Pavese ha ricordato che “esaltare le potenzialità e le bellezze di Matera non basta, se si è incapaci di gestire il trasporto locale e i collegamenti o manca la volontà politica di render la mobilità funzionale alle esigenze di visitatori e cittadini. Serve una mobilità agevole, preciso diritto di chi viaggia, che, a partire dalle istituzioni locali, va rispettato”.

Piero Miolla

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