Il gruppo di minoranza consiliare di Bernalda, denominato “Scelta Comune”, accusa la Giunta municipale in carica, guidata da Domenico Tataranno, “di essersi chiusa a riccio, non consentendo all’opposizione di svolgere adeguatamente il suo compito”. Sotto accusa “i ritardi nella messa a disposizione degli atti da votare e la conseguente mancata condivisione dei documenti programmatici, nonostante, in sede di insediamento, “Scelta Comune” abbia avviato un processo di collaborazione democratica, votando le linee programmatiche del gruppo politico concorrente”. La referente di minoranza Titti Pizzolla evidenzia, poi “la nuova moda degli amministratori locali di tacciare di ignoranza chi manifesta, in maniera giusta o sbagliata che sia, un disagio o un malessere sociale; pensando così di poter arginare il problema per non risolverlo. Amministrare non è cosa facile. Chi viene scelto dal popolo deve farlo mettendo in campo forze, capacità, conoscenze e cultura. Guardando le necessità ed ascoltando le richieste dei propri concittadini; gli stessi che, anche se “ignoranti”, vanno a votare e scelgono”. Poi aggiunge: “Ciò che viene fatto passare come straordinario, in realtà fa parte dell’amministrazione ordinaria di una città. L’amministrazione in carica rifiuta il dialogo collaborativo, manifestando chiusura verso la minoranza”.

Il consigliere di “Scelta Comune” Francesco Alagia rileva: “Quando abbiamo deciso di votare le linee programmatiche dell’amministrazione Tataranno non abbiamo incontrato i favori dei nostri sostenitori. Per quanto ci riguarda, però, volevamo lanciare un messaggio distensivo, che non frapponesse barriere né ostracismi. Nell’interesse della nostra comunità. Dal sindaco Tataranno e dalla sua Giunta, però, ci saremmo aspettati un atteggiamento di relativa apertura, magari col recepimento di alcune indicazioni della minoranza da riversare nel Dup, il documento unico di programmazione”.

Ironica la risposta del primo cittadino Domenico Tataranno: “L’atteggiamento della minoranza – afferma – è quantomeno paradossale e contraddittorio. Prima hanno votato all’unanimità le nostre linee programmatiche, al momento dell’insediamento; e poi, quando si è trattato di approvare il Dup, che ricalca in toto le linee programmatiche, non c’è stata più condivisione. Mi pare un palese cambio di rotta – conclude Tataranno -, un’incertezza operativa con giustificazioni strumentali. Per cui, se fossi un loro sostenitore, li rimprovererei semmai di questo e non di altro”.

Angelo Morizzi

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