Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota del consigliere comunale di Tricarico, Antonio Melfi, leader di Cristianamente Riprendiamo a Dialogare

“Il nuovo governo Conte, nato dopo la crisi meno comprensibile e spiegabile della storia della nostra Repubblica, si presenterà alle Camere nei giorni di lunedì e martedì prossimi per la richiesta della fiducia su un programma di governo già circolato via social, ma da ufficializzare nell’unica sede valida e legittimata a farlo, ovvero il Parlamento. Eppure non si placano gli strali di taluni leaders politici che, nonostante i ripetuti insegnamenti da più parte ricevuti in questi giorni, ancora non comprendono il significato di REPUBBLICA PARLAMENTARE, ancora disconoscono i fondamenti della Costituzione, ancora urlano all’imbroglio, all’inganno, addirittura alla “porcata” (la on. Meloni è passata dal tonno al porco) e chiamano a raccolta la “piazza” per manifestare contro “questo governo non eletto da nessuno”.

Ebbene, piaccia o meno, qualunque sia la fede politica di ciascuno, il governo Conte due rappresenta il 54,8 % dei votanti alle elezioni politiche del marzo 2018, quindi sopra di quasi 5 punti percentuale rispetto al governo precedente che si posizionava al 50,1%. E questa è la prima indiscutibile realtà, ovvero che si è dinanzi ad un governo voluto dal popolo, con libere e democratiche elezioni. La piazza che manifesterà il proprio dissenso dinanzi a Montecitorio ha i medesimi diritti, democraticamente e costituzionalmente garantiti, di quegli italiani che da questo governo sono rappresentati, poiché hanno espresso la loro libertà nel voto del marzo 2018. Se il dissenso assumesse le forme della critica, del confronto, anche fortemente oppositivo, nelle aule parlamentari, sarebbe certo più comprensibile e in linea con i principi costituzionali: la onorevole Giorgia Meloni, invece, non occuperà il suo posto nell’aula di Montecitorio, in ciò tradendo la fiducia del suo elettorato pari al 4,3% che l’ha indicata per avere una rappresentanza in Parlamento piuttosto che nelle piazze. È molto probabile che la “nutrita” pattuglia dei deputati di Fratelli d’Italia, ben 19, seguendo la loro leader barricadera non presenzieranno alla seduta e, cosa piuttosto grave in una democrazia parlamentare, si sottrarranno al confronto parlamentare. Quand’anche in piazza accorressero milioni di italiani (cosa impossibile anche per le dimensioni di piazza Montecitorio) qual è il segnale o la vittoria che pensano di ottenere? Di urlare insulti al Governo? Di dimostrare che il 4,3% degli italiani che ha votato FdI ha diritto di decidere contro il 54,8% di quelli che hanno votato per i tre schieramenti che compongono il governo Conte due? Non sarebbe stato forse più corretto, dal punto di vista costituzionale, istituzionale e politico, ascoltare la relazione programmatica del Primo Ministro Giuseppe Conte e contestarla punto per punto, come ha annunciato di fare Forza Italia, al di là degli strombazzamenti nelle piazze reali e virtuali?

Il quadro che restituisce questa narrazione della politica italiana è che, a fronte di maggioranze parlamentari alternative, che hanno nel Movimento 5 Stelle l’ago della bilancia e del bilanciamento, come è giusto che sia, piaccia o meno, stando ai risultati delle elezioni politiche del 2018, non esiste più un centrodestra alternativo e democratico. I tre partiti che lo costituivano si sono disaggregati, per le manie di protagonismo, se non addirittura per il delirio di onnipotenza, di due leaders, che, all’esito attuale, più che di quello di leader potrebbero fregiarsi solo del titolo di capopopolo o, meglio ancora, di sobillatori del popolo. Un leader si contraddistingue per la lungimiranza, l’avvedutezza, l’abilità nel tessere progetti di ampio respiro, non già per la presenza continua e costante sui social a sbeffeggiare, ridicolizzare, offendere altri esponenti politici che, fino a prova contraria, non sono espressione di se stessi ma degli italiani che li hanno votati e li hanno scelti per essere rappresentati nelle aule parlamentari e non nelle piazze o sulle spiagge”.

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