Nella nota pubblicata integralmente, la cronistoria dell’incontro di Montescaglioso, organizzato dai gruppi consiliari di minoranza e dal Comitato per il No al forno crematorio, sulle motivazioni del diniego alla realizzazione dell’opera.

Le ragioni del NO alla realizzazione del forno crematorio a Montescaglioso sono state al centro di un incontro pubblico voluto dai gruppi consiliari di Minoranza di Montescaglioso: Monte in Testa (composto dal capogruppo Rosa Anna Cifarelli, da Gianna Racamato, Raffaele Rizzi e Pina Venezia), Idea Popolo Libertà (capogruppo Maria Scaramuzzo) e Movimento 5 Stelle (capogruppo Giuseppe Ditaranto) svoltosi presso l’Abbazia di S. Michele Arcangelo. Nel corso della serata, moderata dallo psicologo Luciano Antezza, i 6 consiglieri comunali di opposizione hanno affrontato la scottante questione informando la cittadinanza sulle azioni poste in essere per scongiurare la realizzazione dell’impianto di cremazione presso il locale cimitero.

Rosa Anna Cifarelli ha sottolineato come la problematica vada oltre l’appartenenza politica e riguardi tutti;  ha evidenziato come il sindaco Vincenzo Zito, per circa 30 mila euro, abbia venduto il cimitero comunale; ha quindi posto l’accento sul “diverso vocabolario” usato dal sindaco e dalla minoranza: per il primo cittadino “dissesto finanziario” equivale ad opportunità, mentre è in realtà un fallimento; per Zito il forno crematorio è da paragonarsi ad un panificio, mentre si tratta di un vero e proprio inceneritore. Ha poi fatto riferimento all’iter burocratico, iniziato lo scorso 01/4/2019 con la Determina di Giunta Municipale n° 17, con la quale si autorizzava la progettazione, costruzione e gestione di un “tempio crematorio” presso il cimitero comunale di Montescaglioso, presentata dalla “CIVIL ENGINEERING SERVICES” s.r.l.. Ha poi ricordato la determina di aggiudicazione definitiva alla ditta proponente, avvenuta ad agosto scorso.  Nonostante sia stato convocato per ben due volte negli ultimi mesi, il Consiglio Comunale non ha mai discusso la tematica né tantomeno c’è stato un confronto con la popolazione montese. Cifarelli ha poi ricordato che da parte della minoranza sono state avanzate le richieste di un consiglio comunale aperto e di informazioni sul progetto agli Enti preposti. Ha poi dato lettura dello stato di prefattibilità, presente sul CUC Bradano, dal quale si evince, in maniera chiara, che tale progetto era stato inizialmente basato sul territorio di Matera e poi “spostato” su quello montese.

Maria Scaramuzzo, a sua volta, ha ribadito le critiche al modus operandi della Giunta comunale e al mancato coinvolgimento popolare, oltre alla inutilità di tale opera, sottolineando il preciso dovere del sindaco nella tutela della salute dei propri cittadini. Ha quindi espresso seri dubbi sulla mancata nocività delle emissioni.

Giuseppe Ditaranto, nel suo intervento, ha attaccato il sindaco ed il vice sindaco Rocco Oliva ponendo l’accento sulle contraddizioni evidenziate nelle ultime settimane, in un progetto che stava per diventare esecutivo.

Angela Contangelo, presidente del Comitato dei liberi cittadini per il NO al Forno Crematorio, ha evidenziato l’apoliticità del movimento, la comunione di intenti con il gruppo di opposizione consiliare ed invitato a firmare la petizione contro la realizzazione dell’opera, giunta ad oltre 2200 firme.

Pina Venezia ha evidenziato come il progetto relativo al Formo crematorio sia stato presentato a diversi altri Comuni, i quali hanno declinato tale offerta, sottolineando come non siano stati affrontati questi temi né durante le sedute di consiglio comunale né tantomeno nelle Conferenze di servizi.

Raffaele Rizzi ha parlato di “progetto macabro”, nel quale l’unica vera opportunità di guadagno è per la ditta proponente. Ha chiesto a gran voce il ritiro degli atti e di scongiurare la mercificazione della salute e del futuro di Montescaglioso, oltre ad invocare le dimissioni dell’attuale Giunta comunale.

Gianna Racamato, nell’intervento conclusivo, ha parlato dell’iter burocratico della vicenda, della presentazione di un’istanza in autotutela e delle comunicazioni inviate alla Prefettura ed ASM di Matera, al Presidente della Regione Basilicata Bardi e all’assessore alla Sanità Rocco Leone, al presidente della Provincia di Matera, all’Autorità di Bacino ed ai Vigili del Fuoco.

La serata è stata conclusa dagli interventi e dalle domande poste dal numeroso pubblico che ha preso parte all’iniziativa.

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