Di seguito una nota di Pietro Simonetti, del Tavolo Nazionale Anticaporalato/Ministero del Lavoro.
“Ieri la dirigente del Ministero del Lavoro, Tatiana Esposito, ha firmato il documento conclusivo con la Commissione Europea che assicura 32 milioni di euro alle 5 regioni del Sud che hanno progettato, con innovazione e dettaglio, il Supreme Emergenziale. Si tratta degli interventi per la lotta al caporalato, l’integrazione dei migranti, il recupero di terreni e strutture anche per l’occupazione di giovani disoccupati.

La posta finanziaria è di 32 milioni di euro, di cui 3,4 per la Basilicata, che si vanno a sommare ai 6 già finanziati con il Pon Legalità per il nuovo centro di Palazzo San Gervasio e il completamento del centro di Scanzano Jonico, in corso di costruzione, ed altri 13 progetti, 5 in corso di attuazione, per un totale di16 milioni. Da subito è anche disponibile per la Basilicata l’80 % dei fondi del Supreme Emergenziale, oltre a quelli del Supreme Piu, per l’apertura del Centro di Palazzo e l’avviso per l’intervento per il post-Felandina, non ancora adottato e pubblicato dalla Regione. 
Nell’ambito del Supreme Emergenziale sono previsti interventi per il recupero dell’ex Pamafi di Maratea, a suo tempo concordati con il Comune, e L’Alsia, per l’attuazione della “Cittadella dell’Ambiente” della Azienda agricola Incoronata e del centro di ricerca di Gaudiano, oltre a dispositivi per la ricerca e la formazione di personale nell’area Metapontina e di un centro studi e formazione presso Villa Nitti, nell’area tirrenica. 
In questo quadro si si aggiunge un nuovo bando che scadrà a ottobre per l’integrazione. Sono disponibili a livello nazionale 60 milioni del Pon legalità per progetti di riuso, con ristrutturazione, messa in sicurezza e agibilità per le abitazioni private non utilizzate, mediante convenzioni con i Comuni per migranti, cosi come viene fatto per le giovani coppie con altri fondi.
Si tratta di una grande opportunità per la Regione Basilicata, come ho indicato nella audizione presso la seconda Commissione del Consiglio regionale, per integrare, ripopolare e dare vita  a molti centri storici spopolati. Esiste un modello Riace, duramente colpito negli ultimi mesi da interventi di esclusione, vive anche una esperienza lucana apprezzata per i richiedenti asilo, l’integra zone dei migranti che ora sono 25.000 e i circa 45 lavoratori che sostengono l’economia e il tessuto sociale e demografico della regione e il modello della lotta al caporalato. 
Questa esperienza deve ulteriormente progredire sul terreno dell’uso ottimale delle risorse conquistate in questi ultimi due anni e dell’attuazione dei progetti concordati con i Ministeri, le Prefetture, le parti sociali e del volontariato. Nessuna risorsa deve essere sprecata o persa. Dopo la stagione della produzione dell’odio e la fabbrica della esclusione, si apre una fase nuova per realizzare interventi attesi da tempo a partire dall’urgente intervento nell’area Metapontina”.

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