Più che una vecchia provinciale, sembra una nuova discarica. Peraltro del tutto abusiva. Riaperta da qualche giorno dopo i lavori effettuati dalla Provincia di Matera e la conseguente revoca dell’ordinanza con la quale era stato vietato il transito per i gravi problemi strutturali, la Pisticci-Pozzitelli, il vecchio tracciato che, prima della messa in uso della galleria San Rocco, collegava l’abitato di Pisticci alla statale 407 “Basentana”, è stata purtroppo in varie aree ampiamente contaminata da rifiuti. Non ci sono solo buste di immondizia lasciate lì dai consueti “furbetti della mondezza”, ma anche sanitari, materassi, materiale di risulta, plastica, elettrodomestici e pneumatici. E’ una vera e propria discarica, dunque. Il tracciato, che è anche molto frequentato da chi pratica jogging ed ha un suo fascino panoramico e, se vogliamo, anche bucolico, è stato in questi anni letteralmente deturpato da coloro i quali, vigliaccamente, piuttosto che conferire i rifiuti (di qualunque tipo) regolarmente e nelle sedi idonee, hanno preferito, e continuano a farlo, abbandonare di tutto tra gli alberi e la vegetazione che costeggia la strada. Un vero delitto, se consideriamo che, un tempo, questa era una via addirittura percorsa a piedi e che, di sicuro, anche in precedenza aveva una sua valenza, per così dire, sentimentale.

La speranza è che con la riapertura dell’arteria qualcuno, pur in presenza del tracciato più comodo (quello con la galleria, che consente di giungere da Pisticci alla Basentana praticamente in cinque minuti), percorra la vecchia provinciale rappresentando, così, un impedimento per coloro che impattano l’ambiente lasciando la monnezza da queste parti. Diciamoci la verità: la eventuale presenza di automobilisti difficilmente potrà rappresentare un vero e proprio deterrente per i “furbetti della mondezza”. I quali non si spaventeranno certo per il passaggio, peraltro sporadico, di qualche automobile. Cosa fare, allora? Nella speranza che, prima o poi, si dia corso a una vera e propria rivoluzione culturale ed educativa, magari iniziando dalla scuola (i cui effetti concreti, ovviamente, avranno tempi lunghissimi), sarebbe forse opportuno, nel contempo, attrezzarsi con i moderni mezzi (videosorveglianza) per colpire questi predoni dell’ambiente nel loro lato più debole: il portafoglio. Solo sanzionandoli pesantemente, infatti, si potrebbero ottenere effetti benefici per la comunità. Questo sul piano della repressione.

Nel contempo, però, le aree insozzate (sono molteplici) andrebbero anche bonificate. Sul punto, la Teknoservice, la ditta che gestisce per il Comune di Pisticci il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ha reso noto di essere disponibile a bonificare. Ma, ha precisato, è necessario dapprima attendere che venga dipanata la matassa burocratica. La strada, infatti, è come detto provinciale. Dunque di competenza di via Ridola. Il territorio, però, è quello di Pisticci. C’è, quindi, anche una competenza di Palazzo Giannantonio? Insomma, bisogna capire chi, in questo caso, debba decidere di procedere a bonificare le aree insozzate. Nel frattempo la mondezza giace lì. E da tempo. Diciamolo: non è un bel vedere.

Piero Miolla

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