“Abbiamo aderito alla richiesta dei commercianti della zona Pip di Marconia, inoltrando alla regione e al ministero per il Sud la richiesta di estensione della Zona Economica Speciale anche a quell’area, che attualmente ospita una parte rilevante del tessuto produttivo locale”. A parlare è il sindaco di Pisticci, Viviana Verri, che ha anche rivelato di aver accolto “con piacere l’iniziativa dell’assessore regionale Francesco Cupparo e ci auguriamo che prenda in considerazione anche la nostra istanza”. A Marconia, va ricordato, ci sono cinque ettari in cui operano piccole e medie imprese di diversi settori e con una buona propensione a investire. L’area è composta da dodici lotti, di cui solo sette attualmente occupati: l’ampliamento della Zona Economica Speciale, dunque, potrebbe certamente attrarre investimenti, anche da fuori regione, anche in ragione della sua favorevole ubicazione. Per questo, quindi, non solo il Comune di Pisticci, ma anche la Confapi, ha manifestato favore per l’inclusione anche di questa area del centro basentano nella Zes appulo-lucana. Pisticci, infatti, è stata già inclusa nel perimetro Zes: circa duecento ettari dell’area industriale di Pisticci scalo, infatti, sono stati ricompresi nel perimetro della Zona Economica Speciale. Sulla carta questa inclusione dovrebbe permettere di rendere maggiormente appetibile l’area industriale per aziende e investitori impegnati nei settori dell’agroalimentare, della chimica verde, della meccanica, e costituire un importante incentivo per le piccole e medie imprese già attive.

Va detto che, originariamente, l’area di inclusione prevedeva solo le aree industriali di Ferrandina e di Galdo di Lauria, ma, ha precisato la Verri, “grazie all’azione incisiva della nostra Amministrazione, che a cavallo tra il 2017 e il 2018 chiese con forza alla Regione Basilicata di non escludere Pisticci dalla costituenda Zes, si ottenne questo importantissimo risultato”. Che adesso Pisticci cerca di migliorare con la richiesta di inserimento anche dell’area Pip di Marconia.

Piero Miolla

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