“Pensiamo che Metaponto sia la meta ideale per ampliare la Zes”. E’ il parere del sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, protagonista, mesi fa, anche di una sortita a Roma per discutere dell’esclusione della sua città direttamente con l’allora ministro per il Sud, Barbara Lezzi. Tornando all’ampliamento, che da queste parti potrebbe coniugarsi con l’inserimento del territorio di Bernalda, Tataranno ha aggiunto: “Ne abbiamo parlato con l’attuale assessore regionale, Francesco Cupparo, il quale concorda su tutta la linea. Ora, però, ci aspettiamo che seguano i fatti per rivalutare un’area dimenticata per troppo tempo”.

Come anticipato, Tataranno era risalito fino a Roma per incontrare la Lezzi, ma prima aveva protestato per “l’esclusione di una delle aree più produttive della Basilicata” definendola “tra le scelte peggiori mai fatte nella storia. L’attuale delimitazione della Zes tiene fuori la vera locomotiva dell’economia regionale, ossia l’intero Metapontino. Visto che le inclusioni parziali di Policoro e Scanzano sono solo fumo negli occhi. Abbiamo lavorato a lungo per la nostra inclusione: Bernalda e Metaponto rappresentano la vera e naturale area retroportuale rispetto a Taranto. Nel maggio 2018 scoprimmo che le aree Zes riguardavano quelle dello stabilimento Orogel di Policoro e dell’ex Rugiada di Scanzano. Illogica risultava l’esclusione di Bernalda e degli altri Comuni costieri”, a seguito di un criterio seguito, quello di estendere la Zes laddove vi erano già grossi investitori, che non andò giù al sindaco di Bernalda.

“Le zone ad agevolazione fiscale devono servire anche per attrarre nuovi investitori in altre aree con un grosso potenziale: non ci rassegniamo e proveremo l’impossibile pur di rientrarci”.

Piero Miolla

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