“L’Amministrazione comunale proceda all’annullamento in autotutela degli atti di gara per il forno crematorio, per scongiurare il rischio di esporsi ad eventuali richieste di indennizzo che l’impresa aggiudicataria potrebbe formulare sulla scorta della sola revoca adottata”. Così Area Moderata ha chiesto al sindaco di Montescaglioso, Vincenzo Zito, e alla sua maggioranza, di dare corso alla rinuncia annunciata tempo fa al progetto dell’impianto crematorio, con un ulteriore atto che metta al riparo la collettività da eventuali “soprese” di natura risarcitoria. Area Moderata, però, è andata anche oltre, sottolineando come tutta la procedura fosse illegittima. “L’Amministrazione, incalzata dai cittadini e dal meritorio Comitato, ha finalmente inteso cedere alla ragionevolezza procedendo alla revoca della propria precedente decisione di impiantare un forno crematorio nei pressi dell’abitato. Prima ancora che inopportuna la scelta era, tuttavia, illegittima. Il 3 settembre Area Moderata, dopo aver esaminato la disciplina applicabile alla fattispecie, ha posto un quesito tecnico al Consiglio regionale ed all’assessorato alla Sanità, chiedendo conferma dell’inesistenza del prescritto pano regionale di coordinamento e della conseguente impossibilità, per un singolo Comune, di dotarsi di un forno crematorio in carenza della previa approvazione del piano regionale. Sia il Consiglio che l’assessorato, riscontrando formalmente il quesito, hanno avallato la tesi indicata da Area Moderata ed hanno, in definitiva, disvelato la illegittimità della iniziativa intrapresa dal Comune di Montescaglioso in violazione della legislazione nazionale e regionale”. Proprio per questo, quindi, la civica montese ha chiesto che il Comune proceda, adesso, in autotutela ed ha comunque rimarcato di apprezzare “il passo indietro compiuto, ma rileviamo, tuttavia, la sconvenienza di alcuni passaggi della delibera di revoca, laddove si bollano come pregiudizi e preconcetti timori, invece, fondati su studi realizzati da associazioni di medici, quali la Lilt e l’Isde, cui abbiamo peraltro inviato tutta la documentazione relativa al progetto sventato. I medici per l’ambiente dell’Isde, pubblicando il nostro appello sul loro sito regionale, hanno, quindi, motivatamente condiviso la nostra battaglia assicurandoci, peraltro, la loro personale e qualificata presenza, ove non fosse sopraggiunta la delibera di revoca”.

Per il coordinamento di Area Moderata, composto da Rocco Ditaranto, Margherita Lopergolo, Nicola Sulla, Cosimo Nobile, Vincenzo Miraglia e Vincenzo Ditaranto, la vicenda dell’impianto crematorio a Montescaglioso merita anche un’ultima annotazione, oltre a quelle già ampiamente conosciute. “Questa civile insurrezione – hanno infatti spiegato i membri del coordinamento – ci ha appassionati perché ha risvegliato il senso di appartenenza alla nostra comunità, che, in modo compatto e trasversale, ha saputo reagire con forza e determinazione alla realizzazione di un’opera inutile e rischiosa, senza che mai il dissenso potesse comunque prevaricare il rispetto per le persone e le istituzioni che rappresentano”. Insomma, per Area Moderata la vicenda, oltre che evolversi nella direzione sperata dai suoi componenti, ha anche mostrato nuova compattezza nella comunità montese.

Piero Miolla

1 commento

  1. La regione e i comuni del “NO”. Non vogliamo forni crematoi, non vogliamo discariche, non vogliamo inceneritori, non vogliamo industrie, però vogliamo il lavoro, vogliamo un ambiente pulito, un aria pura etc. Intanto continuiamo a produrre rifiuti di ogni genere che non si sa dove smaltire e spessissimo li buttano lungo i cigli stradali, nei boschi, nei prati. Continuiamo ad usare auto a diesel o benzina, a usare caldaie a gas a cremare i nostri morti ( per chi sceglie la cremazione) in altre regioni. A chiacchiere siamo tutti molto bravi bisognerebbe proporre soluzioni alternative, fattibili e credibili.
    Scusatemi lo sfogo

Commenta l'articolo