Tutti vogliono la Zes, Zona Economica Speciale. La proposta di ampliamento delle aree incluse nel perimetro a fiscalità agevolata, proposta fatta dall’assessore regionale Francesco Cupparo, ha subito sortito speranze e riaperto ferite in Basilicata. Centri come Bernalda e Montescaglioso, del tutto esclusi dalla Zes, ma è soprattutto Matera a guardare con interesse all’iniziativa dell’assessore Cupparo, tenuto conto che tanto nell’area industriale de La Martella, quanto in quella di Jesce, solo alcune particelle sono rientrate. Anche a Marconia, ha sottolineato Confapi, ci sono 5 ettari in cui operano piccole e medie imprese che potrebbero trarne giovamento.

Per intanto, in attesa che tale proposta porti, eventualmente, a risultati concreti, al momento va detto che la cosiddetta Zona economica speciale interregionale delle regioni Puglia e Basilicata è stata istituita con decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 6 giugno 2019, che identifica nel porto di Taranto il distretto portuale di riferimento. Nella nostra regione la Zes si estende per oltre 1000 ettari, distribuiti in tre poli logistici: Melfi, Ferrandina e Galdo di Lauria, e undici aree industriali o Paip, tra cui San Nicola di Melfi, Valle di Vitalba, Balvano Baragiano, Tito, Val Basento, Viggiano e Senise e le aree Paip di Policoro, Scanzano Jonico e Galdo di Lauria. E’ stato istituito il comitato di indirizzo, ma manca ancora la designazione di un componente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sul piano pratico, una tra le prime azioni poste in essere a favore degli investimenti in aree Zes è operativo, a livello nazionale, dal 25 settembre: si tratta dello strumento agevolativo del credito di imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese in aree Zes. A metà agosto, inoltre, a presidenza del Consiglio ha richiesto alle Regioni in cui ricadono aree Zes riconosciute, di trasmettere l’elenco catastale delle particelle.

Sin qui lo stato dell’arte, ma, come detto, ci sono ancora tante incombenze da fare e, soprattutto, l’ipotesi dell’ampliamento. Cupparo, infatti, nel corso della sua audizione in Commissione regionale ha ricordato “la perimetrazione delle Zes individuate è notevolmente frammentaria ed esclude dal perimetro aree produttive importanti. Per questo il dipartimento, nell’ambito dei 1000 ettari disponibili, sta verificando la possibilità di recuperare aree per poterle riassegnare e la Regione Puglia è disponibile a condividere il percorso seguito per la messa a bando di alcuni ettari”.

Piero Miolla

Commenta l'articolo