“La mia fu una provocazione in aula che, però, rimane attuale: è infatti necessario tutelare le minoranze, specie nelle regioni più piccole, altrimenti con il taglio dei parlamentari, che voterò, il rischio è che, chi decide di votare per i partiti più piccoli, non venga rappresentato in Parlamento”.

Michele Casino, deputato lucano di Forza Italia, ha confermato che voterà sì al taglio, come peraltro ha già fatto nelle precedenti sedute, ma ha anche ribadito che “non sarà certo questa la misura che correggerà in meglio i conti dello Stato o risolverà i problemi della politica. Peraltro, successivamente andrà anche approvata una riforma della legge elettorale che consenta alle minoranze di non rimanere escluse dal Parlamento e alle piccole regioni di non essere penalizzate. Ciò detto, ribadisco che voterò a favore del taglio dei parlamentari, ma di sicuro il bilancio dello Stato non vedrà risolti i suoi problemi. Secondo me il vero tema è nella riforma di una legge elettorale, ma, ad oggi, non ne sento parlare”.

Per Casino, più nel dettaglio, “piuttosto che approvare una riforma populista come questa, andrebbero approvate riforme forse impopolari, ma più produttive. Perché nessuno, ad esempio, si pone il problema del costo delle aule parlamentari? Sicuramente razionalizzare queste spese porterebbe maggiore giovamento al bilancio dello Stato, ma è evidente che si tratterebbe di riforme impopolari e, dunque, difficili da attuare. Invece, si preferisce puntare sulle cose che colpiscono il popolino, le misure populiste appunto, che servono a poco”.

Insomma, quello di Casino (e di Forza Italia) sarà un sì, per così di dire, di routine, ma senza troppa convinzione. “Ripeto: a mio giudizio si poteva anche evitare questo provvedimento e andare, magari, a riformare anche solo in parte la legge elettorale, per evitare di avere sempre presidenti del Consiglio non eletti e minoranze e regioni piccole penalizzate. Ma, se proprio dobbiamo tagliarli i parlamentari, che almeno la legge sia immediatamente esecutiva”, ha concluso Casino.

Piero Miolla

Commenta l'articolo