“Non condivido le motivazioni dell’ordinanza di ieri, ma sono del parere che le decisioni dei Tribunali vanno rispettate e si criticano unicamente nelle sedi proprie”.

Così il sindaco di Tricarico, Vincenzo Carbone, ha commentato l’ordinanza resa dal Tribunale collegiale di Matera, con la quale, in pratica, il primo cittadino cessa dalla sua carica siccome incompatibile. Carbone ha preannunciato che la querelle giudiziaria non finirà qui. “Mi rimetterò al giudizio della Corte d’Appello e, eventualmente, della Corte di Cassazione”, ha scritto in una nota. La battaglia legale, dunque, continua, ma Carbone ha dichiarato di sentirsi “assolutamente tranquillo, si tratta di una battuta d’arresto che non mi scalfisce. D’accordo, il Tribunale ha deciso nel modo che conosciamo, ma io non sono abituato a commentare o mettere in discussione la giustizia, se non nelle sedi competenti. Posso solo dire che è una partita e le partire finiscono al novantesimo: adesso è appena terminato il primo tempo e io, voglio ribadirlo, sono di una tranquillità incredibile, peraltro lo sono caratterialmente. Pertanto, appena rientrerò a Tricarico mi raccorderò con il mio avvocato per l’immediato deposito dell’appello”.

In merito alla sua carica, Carbone ha mostrato di avere le idee chiare e ha sostenuto:

“Andremo a nuove elezioni? Non credo. Nel momento in cui verrà depositata la memoria di appello, infatti, la mia decadenza verrà sospesa e potrà tornare a svolgere pienamente le mie funzioni. Pertanto, si tratta di non più una settimana di decadenza, periodo nel quale come è noto verrò sostituito dal vice sindaco Martelli”. Nel merito della questione, infine, Carbone ha ricordato che la “convenzione che la cooperativa presieduta da mio nipote ha con il Comune, risale a dieci anni fa e scade fra cinque anni. Ci sono, peraltro, lavori in corso che non sappiamo quando termineranno. Sono e rimango tranquillo e fiducioso nella giustizia come ho sempre fatto”, ha concluso Carbone.

Piero Miolla

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