Pomarico senza pace. Mentre è sempre vivo il disastroso evento dello scorso gennaio, con la grande frana che ha cancellato buona parte di una zona centrale all’abitato, nelle ultime ore viene registrata un’altra importante criticità e questa volta dall’altro versante del centro cittadino, in seguito alle peggiorate condizioni climatiche che non hanno risparmiato l’abitato pomaricano. Ad essere interessata questa volta, il centro più importante del culto pomaricano, la chiesa Madre ove è ospitata la miracolosa statua di San Michele Arcangelo, patrono della città. Il tempio infatti, è dalla scorsa domenica, chiuso al pubblico e al culto per decisione ufficiale dell’arcivescovo di Matera, mons. Giuseppe Antonio Caiazzo. Del provvedimento, è stata data comunicazione alla cittadinanza da don Vito Burdo, parroco della omonima parrocchia dedicata a San Michele e posta sul lato sud ovest dell’abitato pomaricano.

Una decisione che segue, ma è anche conseguenza, alle abbondanti piogge che hanno investito il basso Materano, compreso l’abitato di Pomarico. Ovviamente la decisione di chiudere provvisoriamente il tempio, dopo che è stato effettuato il sopralluogo dei tecnici, che evidentemente hanno individuato motivi di preoccupazione statica  per la presenza di alcuni cedimenti e lesioni registrate sulle vare pareti e altre parti della antichissima struttura, per il momento sarebbe stata presa soprattutto per motivi precauzionali a salvaguardia della incolumità pubblica, anche in considerazione dell’imminenza delle festività natalizie con i vari riti legati al ricordo della natività, seguiti  sempre da un pubblico numeroso di fedeli.

Da parte sua il primo cittadino, Francesco Mancini, si è subito attivato interessando l’Amministrazione comunale che guida, naturalmente, per tutto quello che è di sua competenza, per venire incontro alle esigenze del caso e del momento. Ovviamente, sono state interessate autorità tecniche superiori, provinciali e regionali, compresi i Vigili del Fuoco, per comprendere meglio quello che sta succedendo alla più importante struttura ecclesiastica della città, cercando di tenere comunque sotto controllo la situazione, anche in considerazione dell’evolversi delle condizioni climatiche della zona.

Michele Selvaggi

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