La sua ultima partita. C’è passione e passione. Quella di Antonio Malvaso, da tutti conosciuto come “mest’ Antonio”, era qualcosa di particolare, che non ha paragoni. Lui, sportivo e tifoso per eccellenza, la viveva  in modo speciale, cosa che lo aveva reso straordinariamente simpatico alla tifoseria locale. Nello sport, due erano i suoi amori: il Pisticci e l’Inter. Due cose per lui “sacre” che lo hanno accompagnato per gran parte della sua vita. Quella vita che, purtroppo, nella giornata di lunedì 13 gennaio, ha cessato di esistere nella sua casa di  via Togliatti, a Marconia, dove ormai viveva da oltre una ventina di anni con la sua famiglia.

Persona generosa, benvoluta da tutti, ma soprattutto intelligente; sportivo mai a senso unico, capace di lodare le sue squadre del cuore, ma anche di criticarle quando era necessario. Chi, qualche volta, ha avuto modo di  assistere vicino a lui ad un incontro del Pisticci, si è potuto rendere conto di essersi trovato di fronte nei 90 minuti della gara una persona che seguiva attraverso un modo tutto suo le azioni che si svolgevano in campo. Accompagnato da una rabbia e da una sofferenza senza eguali. Il gol, naturalmente, per lui  era una specie di  liberazione, ma anche l’inizio di nuovi patimenti fino al 90°. Questo era  maestro Antonio, un personaggio legato per passione e amore, per diversi decenni alle avventure della squadra gialloblù del Pisticci, che lui immancabilmente seguiva non solo allo stadio Michetti, ma in quasi tutte le trasferte.

Persona semplice, ma grande intenditore di calcio, anche di quello  di serie superiore, fortemente legato alla squadra nerazzurra milanese, di cui spesso ricordava episodi legati ai vari scudetti vinti, e, sopratutto, altri che raccontavano le gesta e i successi in Coppa dei Campioni. Questo personaggio che ora non c’è più,  insieme a tutti gli sportivi del nostro territorio, lo vogliamo ricordare non solo come appassionato tifoso, ma anche come uomo per bene, dedito alla sua famiglia (la moglie Lucia, i figli Giuseppe, Anna e Renza), che adorava e dalla quale veniva amorevolmente ricambiato, come del resto era rispettato e voluto bene da quanti avevano avuto modo di conoscerlo. Prima a Pisticci, dove era nato e vissuto fino a qualche lustro fa. Poi a Marconia.

A maestro Antonio l’appassionato cordoglio dei pisticcesi con l’estremo saluto che lo accompagnerà nella sua pace eterna. Come merita.

Michele Selvaggi

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