Sarà un’edizione solidale quella del Campanaccio 2020, a San Mauro Forte. Quest’anno, infatti, la manifestazione, proseguendo nel solco della simbiosi tra la solidarietà e il ritrovamento della propria identità attraverso quella spontanea riunione di un’intera comunità al rintocco dei grossi campanacci, per la prima volta vedrà la collaborazione con l’Unicef Basilicata.

“Apprezzo molto – ha dichiarato il presidente di Unicef Basilicata, Angela Granata – che San Mauro Forte abbia inteso dare al Carnevale un valore aggiunto con una raccolta fondi per tutti quei bambini che aspettano un gesto di solidarietà per vivere condizioni di vita migliori”.

Da par suo il vice sindaco, Valeria Bruno, ha rimarcato come “anche se il paese è piccolo, l’attenzione al sociale non deve mancare e la festa del Campanaccio, pur essendo un momento di aggregazione, non può e non deve dimenticare chi è meno fortunato. E’ il terzo anno che, nell’organizzare l’evento, abbiamo deciso di distribuire, come da tradizione, gratuitamente panini e vino, ma abbiamo sempre cercato di non farla diventare una distribuzione fine a se stessa, bensì legata ad un gesto concreto di solidarietà. Per questo, dopo Telethon e la parrocchia Santa Maria Assunta, quest’anno abbiamo scelto l’Unicef, per donare loro un sostegno concreto. Auspichiamo che tutti quelli che parteciperanno come protagonisti o spettatori della manifestazione, contribuiscano attivamente alla raccolta fondi”.

Il suono cupo, ma assordante, dei Campanacci, che spezzerà la quiete del borgo, propagandosi lungo le strade e i vicoli, fino alla torre normanna, in un’atmosfera di accattivante mistero, si farà sentire a partire da giovedì 16 gennaio, quando ci sarà la prima sfilata libera dell’edizione 2020 di suonatori spontanei per le vie del paese. Che riproporranno un rito antichissimo che coincide con la festa di Sant’Antonio Abate e raduna gruppi di uomini avvolti in mantelli a ruota, con cappelli di paglia e grandi campanacci “maschi” e “femmine”, per quello che era e rimane un significativo simbolo di fecondità. Uno spettacolo da gustare e interpretare, dunque, per dare vita al quale gli strumenti vengono realizzati da artigiani del posto e, secondo un credo popolare, hanno una funzione apotropaica e propiziatoria: devono scongiurare il male e favorire il buon raccolto della terra. I rumori verranno meno quando i girovaghi sosteranno nelle numerose cantine e nei punti di ristoro allestiti nel centro storico, dove degusteranno vino, salsicce fresche e altri prodotti tipici derivati dal “sacrificio” del maiale. La sagra dei Campanacci terminerà, poi, sabato 18 gennaio, con il funerale e il lamento del fantoccio di Carnevale, bruciato in piazza.

L’hashtag per seguire la manifestazione del Campanaccio sui social: #campanaccio2020 #campanacciosolidale2020.

Piero Miolla

Commenta l'articolo