Di seguito una nota di Pietro Simonetti, del Cseres.

“Con la legge regionale 29-98, che provvedeva a riorganizzare gli strumenti per la gestione del mercato del lavoro, la realizzazione del Servizio Informatico del lavoro, il primo nel nostro Paese, fu istituito l’Osservatorio Regionale, nutrito dai dati degli iscritti ai Centri per l’Impiego e dalle banche dati dei vari organismi che si occupano delle dinamiche occupazionali, previdenziali e legati alle condizioni lavorative, di studio e assicurative dei cittadini lucani.

A distanza di 22 anni dalla entrata in vigore della legge, l’Osservatorio, strumento essenziale per utilizzare in tempo reale la situazione dei lavoratori occupati, disoccupati e pensionati, non è attivo, anche se i dati sono contenuti nella piattaforma Basil. In una parola sono disponibili, ma non vengono trattati e messi a disposizione per la programmazione degli interventi formativi, di allocazione delle risorse per il lavoro e l’occupazione, la gestione dei progetti di inserimento e di inclusione, come il reddito di cittadinanza e gli interventi di tutela ambientale che coinvolgono circa 20mila persone. Insomma, si procede alla cieca utilizzando i dati Istat che molte volte sono ricavati a campione. Un enorme tesoro di dati, anche in serie storica, sono conservati ma non trattati e valutati per la programmazione e le misure da predisporre in tutti i settori che riguardano il sociale ed il lavoro.

Quali sono le ragioni di questo stallo? Semplice: scarsa volontà a conoscere in tempo reale la realtà del territorio e scarsissima propensione a legare la programmazione degli interventi alla fattualità e all’innovazione.

Ecco i tempi che segnalano i ritardi e la mancanza di valorizzare uno strumento importante. Nel 2016, la Giunta regionale predispone la delibera che definisce il percorso, le risorse e l’ossatura dell’Osservatorio. In sintesi il modello di implementazione. Dovranno passare ancora settimane e mesi per arrivare all’insediamento del Comitato di Indirizzo (composto dalle parti sociali) che si riunirà una sola volta per l’insediamento. Il regolamento, pur nella testa dei componenti, non è stato ancora approvato. Il Comitato Scientifico, composto da esperti che dovrebbero lavorare gratis e senza rimborso spese, non è stato insediato. Quindi blocco, anche se in presenza di una posizione organizzativa che non può “organizzare” in assenza della strumentazione e degli operatori esperti in valutazione dei dati, relazioni sulle tendenze in atto e predisposizione dei report. Questa ultima carenza viene superata recentemente con l’ultimo appaltato per la gestione di Basil, ma i reclutati assunti sono destinati ad altre incombenze.

Questa la situazione che incide negativamente sulle politiche del lavoro e demografiche mentre dilaga la via lucana alla lamentazione e alla depressione senza che si proceda all’utilizzo della strumentazione e alla programmazione, preferendo organizzare tavoli, conferenze, meditazioni mentre il tempo passa e scolpisce la realtà senza risolvere le questioni. L’università intanto propone riflessioni su come si organizza un colloquio di lavoro, la predisposizione di un curriculum: il tutto con partecipazione attiva delle società del lavoro in affitto e precario, tanto per continuare ignorando che il lavoro si crea e si produce con l’uso ottimale delle risorse umane, materiali e tecniche. Adesso che il Dipartimento Sviluppo è ulteriormente informato potrebbe intervenire per bloccare tenendo anche conto della odierna richiesta dei sindacati di rimettere al centro il lavoro nell’agenda post feste natalizie”.

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