“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Partendo da questa conclusione i consiglieri comunali di Monte in Testa, Rosa Anna Cifarelli, Gianna Racamato, Raffaele Rizzi e Pina Venezia, “in merito agli accertamenti, per lo più sbagliati, di Imu, Imu agricola, Tari e Tasi dell’anno 2014”, hanno chiesto di convocare urgentemente un Consiglio comunale ad hoc. “Secondo noi – hanno spiegato – è importante un Consiglio a difesa dei cittadini per impegnare formalmente sindaco e Giunta ad attivarsi per la sospensione immediata dell’efficacia degli avvisi di accertamento, a tutela dei cittadini che hanno regolarmente adempiuto al proprio dovere di contribuente e dell’ente stesso; adottare le necessarie azioni finalizzate a risolvere in autotutela i disagi e i problemi causati ai cittadini destinatari di avvisi di accertamento palesemente errati; accertare eventuali responsabilità di chi ha elaborato e prodotto un numero così elevato di accertamenti (oltre 4000) palesemente sbagliati con conseguenti danni alle già precarie casse comunali; adottare, senza indugio, una variazione di bilancio che ripristini la copertura delle somme già impegnate per l’emissione e la spedizione degli avvisi di accertamento risultati errati”.

I consiglieri di opposizione, poi hanno reso noto che “la presidente del Consiglio comunale, Paola Andriulli, non ha ritenuto utile concedere il Consiglio aperto. Leggendo la risposta ricevuta, se non fosse per la serietà dell’argomento trattato, la troveremmo grottesca, quasi comica”. Morale della favola? Per Monte in Testa “l’attuale Amministrazione è famosa per non assumersi mai responsabilità. Ultimamente c’è lo spettro dell’Organismo Straordinario di Liquidazione che si aggira ed è indicata come la causa di tutti i nostri mali”.

“E’ grottesca l’insistenza con la quale il gruppo di minoranza Monte in Testa continui a farneticare per confondere la comunità, credendo che ripetere all’infinito bugie, queste possano diventare verità”. E’ stata immediata la replica del sindaco, Vincenzo Zito, alle affermazioni dell’opposizione.

“Pensiamo che sia elementare per chiunque comprendere che convocare un Consiglio comunale per impegnare l’Amministrazione a sospendere gli avvisi di accertamento sia qualcosa di assurdo e paradossale. La presidente del Consiglio è una figura di garanzia istituzionale e non può compiacere nessuna parte politica: deve solo far rispettare la legge, lo statuto e il regolamento e convocare un Consiglio su un tema non di competenza è fuorilegge. Nessun cittadino dovrà versare un centesimo in più rispetto al dovuto. A conferma, tutti gli interessati dalle notifiche stanno ricevendo l’assistenza necessaria dall’Ufficio Tributi competente e dagli amministratori”.

Zito ha poi aggiunto: “Quella che la minoranza ha gonfiato si è dimostrata un’enorme bolla di sapone: chiunque ha potuto inoltrare all’Ufficio Protocollo un modellino precompilato per esporre le proprie controdeduzioni. Una domanda però vorremmo porla agli amici di Monte in Testa: come mai tutte queste problematiche si riscontrano per le annualità 2014? Forse in quegli anni qualcuno degli amministratori ha dimenticato di suggerire agli Uffici di scaricare le ricevute di avvenuto pagamento effettuate dai cittadini? Se dovessimo fare una verifica a partire dalle annualità 2016, accanto ad ogni contribuente ci sarà la voce indicante tutte le tasse versate. Magia? No, semplicissimo suggerimento che in passato era sfuggito a qualche assessore che si dimetteva un giorno sì, e l’altro pure”.

Piero Miolla

Commenta l'articolo